Due episodi diversi, uniti dallo stesso filo conduttore: la prontezza dei Carabinieri nel dare seguito alle segnalazioni dei cittadini e nel ricostruire, passo dopo passo, fatti che a prima vista sembravano più gravi di quanto poi accertato. Nel giro di pochi giorni, tra Ceprano e Boville Ernica, l’Arma ha chiuso due distinte indagini che si sono concluse con altrettante denunce alla Procura della Repubblica di Frosinone.
Si comincia dal pomeriggio del 15 settembre, quando a Ceprano un cittadino ha notato movimenti sospetti in un’abitazione vicina alla propria, in una zona residenziale del paese. L’immobile, di proprietà di un familiare del segnalante, viene utilizzato solo saltuariamente, e la presenza di persone al suo interno non è passata inosservata. La telefonata al numero unico di emergenza 112 ha messo in moto le pattuglie del N.O.R.M. della Compagnia Carabinieri di Pontecorvo, arrivate sul posto in tempi rapidi e capaci di sorprendere tre giovani, tutti incensurati e con un’età compresa tra i 18 e i 26 anni, residenti tra la provincia di Frosinone e Roma.
L’accesso all’abitazione, per i tre, non aveva alcuna giustificazione né tantomeno un’autorizzazione dei legittimi proprietari. I militari hanno proceduto sul posto alla perquisizione personale dei ragazzi e del veicolo utilizzato per raggiungere il luogo, ma l’esito è stato negativo: nessun arnese da scasso, nessuna refurtiva. Un dettaglio che esclude, almeno stando a quanto accertato finora, l’ipotesi di un tentativo di furto e che ha portato i Carabinieri a contestare ai tre il solo reato di violazione di domicilio, con deferimento in stato di libertà. Va comunque ricordato che si tratta di persone sottoposte a un procedimento penale ancora nella sua fase iniziale, e che la loro posizione dovrà essere valutata dalla magistratura competente nel pieno rispetto del principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
Spostandosi verso Boville Ernica, la seconda vicenda ha invece il sapore, purtroppo sempre più diffuso, della truffa online. Tutto nasce da una denuncia-querela presentata da una cittadina del posto alla fine dello scorso agosto, dopo aver creduto di aver trovato l’affitto ideale per le vacanze estive. L’annuncio, pubblicato sul web, prometteva un appartamento nella rinomata località balneare di Sperlonga, in provincia di Latina. La donna, convinta di trattare con la reale proprietaria dell’immobile, aveva versato tramite bonifico bancario 490 euro a titolo di caparra confirmatoria. Peccato che, come avrebbe scoperto solo in un secondo momento, quell’appartamento non fosse mai esistito, e l’inserzionista si fosse resa nel frattempo irrintracciabile.
A quel punto sono entrati in azione i Carabinieri della Stazione di Boville Ernica, che attraverso accertamenti telematici e riscontri bancari hanno ricostruito l’intero flusso di denaro fino a risalire all’intestataria del conto corrente su cui era stato accreditato il bonifico. Una donna, ritenuta responsabile del reato di truffa, è stata così deferita alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone. Anche in questo caso, la responsabilità penale non è accertata fino a un’eventuale condanna definitiva.
Due storie diverse, un’unica lezione che l’Arma non si stanca di ripetere: la collaborazione dei cittadini resta lo strumento più efficace per intercettare situazioni sospette, mentre online la prudenza non è mai troppa. Prima di versare acconti o caparre per case vacanza, i Carabinieri raccomandano sempre di verificare con attenzione l’attendibilità degli annunci e l’effettiva esistenza degli immobili pubblicizzati.




