Non conosce sosta il lavoro quotidiano delle Forze dell’Ordine sul territorio di Roma e della sua provincia, chiamate nelle ultime ore a fronteggiare un mosaico di situazioni che, pur nella loro diversità, raccontano un’unica, costante missione: garantire sicurezza e legalità ai cittadini. Dalle piazze di spaccio della periferia est alle truffe che colpiscono le fasce più fragili della popolazione, passando per rapine, aggressioni e persino una serra artigianale scoperta nel giardino di un’abitazione privata, il bilancio delle ultime ore restituisce la fotografia di una città che non abbassa la guardia.

Il fronte più intenso resta quello legato al contrasto dello spaccio nella Capitale. La Polizia di Stato ha portato a termine cinque distinti arresti che raccontano, ciascuno a suo modo, la fantasia con cui i pusher tentano di nascondere merce e proventi illeciti. Nel quartiere Monte Sacro, un giovane che alla vista di una pattuglia ha abbandonato precipitosamente l’auto per rifugiarsi in un supermercato è stato bloccato con alcuni involucri addosso, mentre dietro le confezioni di cioccolata sugli scaffali gli agenti hanno recuperato duemila euro in contanti; la successiva perquisizione domiciliare ha fatto emergere oltre 35mila euro nascosti in un armadio, insieme ad altro materiale illecito, telefoni cellulari e schede SIM, per un conto complessivo che ha sfiorato i 38.500 euro di provenienza ingiustificata. A Primavalle, invece, un venticinquenne colombiano fermato in via Andersen è stato trovato in possesso di sostanze nascoste in una borsa frigo, mentre la successiva perquisizione nella sua abitazione ha portato alla luce un vero e proprio deposito occultato tra cassetti e frigorifero, con bilancini di precisione e appunti manoscritti su grammature e incassi. Due ulteriori episodi, al Parco Caio Sicinio Belluto e a Ponte Milvio, si sono invece consumati nello spazio di un gesto, con tentativi di disfarsi della merce alla vista degli agenti rivelatisi inutili, mentre l’ultimo intervento, nato da una segnalazione per una presunta aggressione in zona Romanina, si è trasformato in un arresto per detenzione ai fini di spaccio dopo il ritrovamento di involucri già confezionati e materiale per il confezionamento.
Un secondo, articolato servizio straordinario ha invece acceso i riflettori sul quadrante Casilino, con un dispositivo coordinato dal Dirigente del VI Distretto Casilino che ha coinvolto, oltre agli agenti del distretto, l’unità cinofila antidroga della Polizia Locale di Ciampino, personale dell’ASL Roma 2 e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. L’operazione ha interessato le zone di Tor Bella Monaca, Torre Angela, Villaggio Falcone, Ponte di Nona e Borghesiana, con particolare attenzione a via dell’Archeologia, dove sono stati individuati ruoli distinti tra chi gestiva la piazza di spaccio e chi fungeva da vedetta. Tra gli episodi più significativi, un ventiseienne marocchino sorpreso a utilizzare un borsello nascosto sotto un sasso come deposito, tre giovani arrestati in concorso per una piazza gestita a più mani e un trentaquattrenne bloccato dopo un tentativo di fuga in un parco. Il dispositivo si è chiuso con un ulteriore arresto per resistenza a pubblico ufficiale, oltre a controlli amministrativi che hanno fatto emergere diversi illeciti in due esercizi di somministrazione, tra cui la sospensione dell’attività di un ristorante trovato con personale privo di regolare contratto.
Su un fronte diverso, ma non meno insidioso, si è mossa invece la Squadra Mobile di Roma, coordinata dai magistrati del Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave della Procura della Repubblica, che ha ricostruito un sistema di prestiti a tassi usurai messo in piedi da due complici romani ai danni di titolari di esercizi commerciali in difficoltà economica. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra il 2017 e il 2025 le vittime sarebbero state sottoposte a pressioni sempre più esplicite, fino a minacce di ritorsioni fisiche, con un quadro indiziario che ha portato il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma a disporre la custodia cautelare in carcere per l’uomo e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per la donna, entrambi gravemente indiziati di usura aggravata.

Spostandosi sul litorale, a Nettuno i Carabinieri del N.O.R. della locale Compagnia hanno scoperto, grazie a un odore rivelatosi decisamente poco discreto, una coltivazione domestica composta da 63 piante alte due metri, distribuita su quattro piazzole tra cui una vera e propria serra artigianale.

Nell’abitazione e nel magazzino annesso sono stati sequestrati oltre quattro chilogrammi e mezzo di sostanza già lavorata, insieme a un essiccatoio artigianale, fertilizzanti e strumenti per il confezionamento sottovuoto. Due uomini del posto, entrambi incensurati, sono finiti agli arresti domiciliari.
Non meno significativo il capitolo dedicato al contrasto delle truffe ai danni degli anziani, tra le forme di criminalità più odiose per la vulnerabilità delle vittime coinvolte. I Carabinieri della Stazione di Roma Porta Portese hanno dato esecuzione a un provvedimento che ha permesso la restituzione di 45mila euro a un’anziana romana, raggirata lo scorso settembre con una tecnica di frode informatica veicolata via SMS. Pochi giorni prima, gli stessi militari avevano notificato una misura di obbligo di dimora nel comune di Napoli nei confronti di due indagati partenopei, ritenuti responsabili del collaudato metodo del “finto nipote”, capace di indurre le vittime a cedere denaro e preziosi facendo leva sulla paura per un presunto pericolo corso da un familiare.

Sul fronte della violenza di strada, in zona Cornelia i Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo sono intervenuti nella notte dopo una segnalazione al 112, bloccando un cittadino egiziano di 25 anni accusato di aver aggredito un connazionale per rapinarlo e di essersi poi scagliato contro i militari una volta condotto in caserma. A Manziana, invece, i Carabinieri della Compagnia di Bracciano hanno denunciato una donna di 54 anni, addetta alle pulizie di un supermercato, accusata di aver sottratto il portafoglio a una cassiera per poi utilizzarne la carta di pagamento.
Chiude il bilancio delle ultime ore un capitolo che guarda al passato: i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Piazza Dante hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 35enne cileno, ritenuto uno degli esecutori materiali della violenta rapina messa a segno nel luglio 2024 ai danni della gioielleria “Blue Spirit”, all’interno del Centro Commerciale “Happio” di via Appia Nuova. Un’indagine lunga e complessa, costruita su tracce biologiche e cooperazione internazionale, che ha permesso di individuare il presunto responsabile a distanza di oltre un anno dai fatti.
Un mosaico di episodi diversi che, letti insieme, restituiscono la misura di un impegno costante da parte delle Forze dell’Ordine, chiamate ogni giorno a tutelare la sicurezza di una città complessa come Roma, senza mai abbassare la guardia. Va comunque ricordato che, per tutte le persone coinvolte negli episodi descritti, la responsabilità penale non è accertata fino a un’eventuale condanna definitiva.




