Per una volta, a fare notizia non sono state solo le manette. Nel Quarticciolo, storico quartiere della periferia est di Roma, i Carabinieri hanno sottratto agli spacciatori anche gli arredi: dieci sedie, piazzate ogni giorno agli angoli strategici come vere e proprie postazioni di vedetta, sono state portate via insieme a una ventina di metri cubi di rifiuti. È uno dei dettagli più simbolici della maxi operazione antidroga che si è sviluppata per l’intera giornata del [data], con una chiusura “a tenaglia” dei punti di accesso alle principali piazze di spaccio del rione.

A muoversi sono stati i militari della Compagnia Carabinieri di Roma Casilina, affiancati dal personale di A.M.A. e di A.R.E.T.I., in una serie di interventi coordinati e consecutivi. Il piano rientra nelle strategie di controllo del territorio indicate dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e condivise in sede di Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’obiettivo dichiarato era duplice: contrastare la microcriminalità diffusa e, soprattutto, innalzare la percezione di sicurezza reale tra chi il quartiere lo vive ogni giorno.
Il bilancio finale è di 11 arresti e 2 denunce a piede libero. Sono state sequestrate circa mille dosi di sostanze stupefacenti, tra crack, cocaina e hashish, oltre a più di 2mila euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita. Otto persone, tutte disoccupate e con precedenti, sono state arrestate in flagranza per detenzione e spaccio. Tra loro un 33enne romano, fermato con 12 dosi di crack e 6 di cocaina; un 25enne polacco senza fissa dimora, un 27enne romeno anch’egli senza fissa dimora, un 26enne marocchino e un 29enne italiano, tutti trovati con dosi di crack e cocaina e con somme di denaro addosso. In concorso sono stati bloccati un 27enne di Guidonia e un 34enne di Ciampino, sorpresi con 40 dosi di crack e 870 euro in contanti, mentre un 45enne marocchino aveva con sé 57 dosi di crack.

Le perquisizioni hanno tolto il velo sui nascondigli più ingegnosi: vani dei contatori, tombini, scatole dell’illuminazione pubblica, buche scavate nel terreno e aree verdi. In un immobile occupato abusivamente di proprietà dell’ATER, i militari hanno poi rinvenuto, a carico di ignoti, altre 51 dosi di cocaina e crack e oltre 5,3 chilogrammi di hashish suddiviso in panetti.
Gli altri tre arresti raccontano il resto della giornata. Un 39enne romano è finito in manette per evasione, sorpreso fuori dall’abitazione in violazione degli arresti domiciliari. Un 36enne egiziano, senza fissa dimora, è stato rintracciato in esecuzione di un’ordinanza del Tribunale di Roma, che aveva sostituito il divieto di dimora con la custodia cautelare in carcere. Il terzo caso ha un sapore diverso: un commerciante di 51 anni, titolare di un minimarket in viale Palmiro Togliatti, è stato arrestato per furto aggravato di energia elettrica. Con i tecnici di A.R.E.T.I. è emerso un allaccio abusivo diretto alla rete pubblica, per un danno stimato in circa 55mila euro.
Due le denunce: quella di un 25enne marocchino, trovato con una dose di crack e 275 euro, e quella di un 49enne romano, accusato di minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale per aver inveito contro i militari durante un controllo.

Sul fronte del decoro urbano, l’intervento degli operatori di A.M.A. ha permesso di smaltire 20 metri cubi di rifiuti, tra cui 150 bottiglie di vetro, la carcassa di un motoveicolo abbandonato e le sedie usate dagli spacciatori come presidio fisso. I Carabinieri hanno inoltre recuperato e restituito ai legittimi proprietari quattro scooter rubati.
Tutto il materiale e il denaro sono stati sequestrati. Gli arrestati sono stati accompagnati ai domiciliari o trattenuti nelle camere di sicurezza delle Stazioni dei Carabinieri di Roma, in attesa del rito direttissimo, e tutti gli arresti sono stati convalidati.
A dare la misura dell’efficacia dell’operazione, infine, sono stati i residenti: molti sono scesi in strada per ringraziare i militari, felici di vedere famiglie e bambini tornare a occupare in sicurezza gli spazi pubblici del quartiere.




