Attorno alle 3:30 del mattino della notte scorsa di giovedì 14 ottobre sulla Via Casilina una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile dei Carabinieri della Compagnia di Anagni nota un’autovettura che desta sospetto e decide di fermarla per un controllo.
A bordo ci sono quattro persone, tre uomini e una donna, tutte già note alle Forze dell’Ordine per precedenti vicende giudiziarie. Mentre i militari procedono alle operazioni di identificazione, la passeggera mostra una Carta d’Identità Elettronica. Basta poco, però, perché lo sguardo allenato dei Carabinieri si soffermi su qualcosa che non quadra: quel documento non ha l’aspetto di una tessera in regola.
Dal controllo più approfondito emerge infatti che la CIE è stata palesemente manomessa. Il microchip integrato nella carta risulta rimosso in modo artificioso e volontario, un’operazione tutt’altro che casuale.
Quello della tessera “svuotata” è un espediente che si sta diffondendo nel mondo della falsificazione documentale. Il chip della CIE custodisce i dati biometrici del titolare, tra cui la fotografia in formato digitale e le impronte. Toglierlo o danneggiarlo significa impedire la lettura elettronica del documento durante i controlli, e quindi evitare il confronto immediato tra ciò che è stampato sulla superficie e ciò che è registrato all’interno. Chi ricorre a questo trucco, di solito, cerca di coprire altre alterazioni, come una foto sostituita o generalità modificate. Dietro a manomissioni di questo tipo possono nascondersi furti di identità, truffe o il tentativo di sfuggire ai controlli da parte di persone ricercate.
I Carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro immediato del documento. La donna è stata deferita in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di falsità materiale commessa da privato.
Non è finita qui. Gli accertamenti hanno riguardato anche il contesto: l’orario, il luogo e la presenza di quattro persone senza alcuna giustificazione plausibile sul territorio, nessuna delle quali residente a Ferentino, unita ai precedenti di polizia, hanno spinto i militari a segnalare tutti gli occupanti dell’auto al Questore di Frosinone. Si tratta della proposta per l’emissione della misura di prevenzione del Divieto di Ritorno nel Comune di Ferentino, un provvedimento che spetta all’autorità di pubblica sicurezza e che servirà a tenere lontane dalla città persone la cui presenza in quel momento non trovava spiegazioni.
L’episodio si inserisce nella più ampia attività di controllo del territorio portata avanti senza sosta dalla Compagnia Carabinieri di Anagni, con l’obiettivo di prevenire e reprimere i reati e di garantire serenità ai cittadini, comprese le ore notturne.




