Una falsa identità può reggere davanti a un controllo distratto, ma non davanti all’occhio allenato di chi i documenti li legge per mestiere. È andata così nelle ultime ore sull’A1, dove la Polizia di Stato ha messo fine alla fuga di un cittadino georgiano ricercato a livello internazionale ai fini dell’estradizione.
A fermarlo sono stati gli agenti della Polizia Stradale di Frosinone, impegnati nei consueti servizi di vigilanza lungo il tratto autostradale di competenza. Il controllo dei documenti, condotto con meticolosità, ha fatto la differenza. L’uomo aveva infatti fornito generalità che non erano le sue, nel tentativo di eludere gli accertamenti e proseguire indisturbato il viaggio. Gli operatori, però, hanno notato qualcosa che non quadrava e hanno scelto di approfondire.
Gli accertamenti successivi hanno fatto emergere un quadro ben più pesante di quello che il fermato sperava di nascondere. Una volta ricostruita la sua vera identità, è risultato che a suo carico pendevano ben tre note di rintraccio: due emesse in ambito Schengen e una dell’Interpol. Un dettaglio che spiega bene la scelta di dichiarare false generalità: sapeva di essere cercato e ha provato a passare inosservato.
Confermata l’identità, per l’uomo sono scattate le manette. È stato arrestato e posto immediatamente a disposizione del Presidente della Corte d’Appello di Roma, l’autorità giudiziaria competente a decidere sulla procedura di estradizione.
Non è finita qui. Durante la perquisizione del veicolo, i poliziotti hanno trovato e sequestrato un manganello telescopico in metallo e un coltello a serramanico, armi che si aggiungono al fascicolo del fermato.
L’episodio conferma il ruolo dell’A1 come asse di transito strategico e il valore dell’attività quotidiana della Polizia Stradale, che non si limita al controllo della circolazione ma contribuisce in modo concreto alla sicurezza e alla cooperazione internazionale tra le Forze dell’Ordine. A volte basta un documento guardato fino in fondo per chiudere la partita con un latitante.




