Da giorni i trattori e le tute da lavoro presidiano il casello A1 di Valmontone, e nelle ultime ore l’attenzione si è spostata sulla presenza, accanto agli agricoltori, di chi governa il territorio. I sindaci e diversi amministratori dei Comuni di Valmontone, Zagarolo, Labico, Colleferro, Gavignano, Palestrina, Montelanico, Artena e Castel San Pietro Romano hanno raggiunto il presidio per portare il proprio sostegno a chi protesta. Con loro c’era anche il vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale, Pierluigi Sanna.
Non una semplice visita di cortesia, ma un vero momento di confronto, durante il quale sono state raccolte le principali istanze del comparto agricolo. Quelle richieste confluiranno in un ordine del giorno, che sarà condiviso e poi votato dai consigli comunali dei Comuni coinvolti, per essere portato all’attenzione delle istituzioni competenti: in primo luogo la Regione Lazio e il Ministero dell’agricoltura.
Il caro gasolio e gli altri nodi del settore
Il tema che ha acceso la protesta è il costo del gasolio agricolo, in aumento continuo, ma sul tavolo del confronto c’è molto altro. Gli agricoltori hanno posto la questione delle criticità nello smaltimento del letame e delle carcasse animali, un problema molto concreto per le aziende zootecniche. Hanno poi segnalato i danni provocati dalle calamità naturali e dalla proliferazione dei cinghiali, che ogni anno mettono a rischio raccolti e investimenti. Completano il quadro la richiesta di maggiori investimenti a sostegno delle imprese agricole e quella di una più equa distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare, perché chi produce non si trovi a incassare la parte più piccola di ciò che arriva sulle tavole.

Le amministrazioni locali hanno ricordato come l’agricoltura sia una risorsa strategica per l’economia, per il lavoro e per la tutela del paesaggio, in un territorio dove molte aziende rappresentano una storia familiare che attraversa intere generazioni. Da qui la scelta di fare fronte comune con chi, ogni giorno, garantisce produzioni di qualità e presidia le campagne.
Una protesta che attraversa l’Italia

Quello di Valmontone non è un caso isolato. Il malcontento per i rincari del carburante ha già mosso agricoltori e autotrasportatori in diverse regioni: in Puglia i presidi si sono strutturati attorno ai nodi autostradali, con proteste congiunte dei due comparti, mentre in Campania caselli e svincoli sono stati presidiati per giorni, compreso quello di Caianello sulla A1. Il 26 ottobre la mobilitazione è arrivata anche in Toscana, al casello Valdichiana dell’A1, contro il caro gasolio e l’aumento dei costi di produzione.
Il presidio di Valmontone si inserisce quindi in un quadro nazionale, ma con una peculiarità che lo rende interessante per i lettori del Lazio meridionale e dell’area metropolitana: qui le istituzioni di prossimità, anziché osservare dall’esterno, hanno scelto di sedersi accanto ai manifestanti e di tradurre le loro richieste in un atto formale. Resta da capire quanto peso avrà quell’ordine del giorno nei palazzi della Regione e del Ministero, ma intanto il messaggio è chiaro: il comparto agricolo non è solo.

Il territorio compatto, concludono le amministrazioni, si è schierato dalla parte degli agricoltori per dare forza alle loro istanze e costruire risposte serie e concrete per il futuro del settore.




