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    Roma e provincia sotto la lente delle Forze dell’Ordine: arresti, controlli e sequestri in 36 ore da Tor Bella Monaca a Civitavecchia

    inseguimenti, operazioni antidroga, presìdi interforze e verifiche su attività e locali: il bilancio delle ultime ore tra Capitale e Castelli Romani
    27 Ottobre 202612 Mins Read
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    Un inseguimento a folle velocità davanti a una scuola, uno scambio dal finestrino diretto dal navigatore del telefono, una finta divisa per spillare gioielli ai compro oro. Le ultime 24-36 ore, a Roma e nella sua provincia, sono state un susseguirsi di operazioni che raccontano il lavoro, spesso silenzioso, di chi ogni giorno presidia le strade per la sicurezza dei cittadini. Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale di Roma Capitale e Guardia di Finanza hanno lavorato su più fronti: dal contrasto allo spaccio alle verifiche sulle attività commerciali, dalla lotta all’abusivismo al sostegno ai quartieri più delicati. Ecco il quadro, tappa dopo tappa.

    Tor Bella Monaca, la fuga contromano vicino alla scuola

    Polizia di Roma Capitale

    Il fatto più allarmante è avvenuto a Tor Bella Monaca, dove gli agenti del VI Gruppo “Torri” della Polizia Locale di Roma Capitale hanno arrestato un 20enne al termine di un inseguimento ad alta velocità. Tutto è partito in via dell’Archeologia, dopo la segnalazione di un veicolo che correva con manovre pericolose. Le pattuglie hanno intercettato una Jeep Avenger, ma il conducente, vista la divisa, ha ignorato l’alt ed è scappato.

    Ne è nato un lungo inseguimento, con sorpassi azzardati vicino a incroci e attraversamenti pedonali e un lungo tratto percorso contromano, anche all’altezza di un plesso scolastico. Considerato il grave pericolo per gli altri utenti, gli agenti hanno organizzato una manovra di sbarramento insieme a una pattuglia della Sezione Radiomobile dei Carabinieri di Frascati. Nemmeno davanti al blocco il giovane si è arreso: ha tentato un’ultima ripartenza, ma l’azione congiunta delle pattuglie ha chiuso ogni via di fuga.

    A bordo c’erano tre cittadini tunisini tra i 19 e i 24 anni. Il conducente, che non aveva mai conseguito la patente, aveva alle spalle precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, reati in materia di stupefacenti, guida senza patente e porto abusivo di armi. È stato arrestato per non essersi fermato all’alt con una condotta tale da mettere in pericolo la pubblica incolumità e deferito all’Autorità Giudiziaria per gli altri illeciti, oltre a sanzioni amministrative per circa 400 euro. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di ingenti somme di denaro contante e di uno smartphone di provenienza furtiva, su cui sono in corso approfondimenti per risalire al legittimo proprietario. A uno dei passeggeri è stata contestata la detenzione di sostanza stupefacente.

    I Falchi e lo spaccio con il “navigatore”

    Il telefono come bussola dello spaccio: è la tecnica ricostruita dai Falchi della VI Sezione della Squadra Mobile, che ha portato a 7 arresti e alla segnalazione di due consumatori alla Prefettura. Il primo intervento è tra Centocelle e Talenti: un uomo e una donna in auto attirano l’attenzione per gli spostamenti sospetti, con il conducente che consulta di continuo il navigatore. Dopo aver attraversato diversi quartieri, i Falchi stringono il cerchio attorno a un possibile acquirente fermo lungo la strada: una retromarcia, l’accostamento e lo scambio dal finestrino rivelano la cessione. Nell’auto, innumerevoli dosi di cocaina e oltre 2.200 euro in contanti. Per la coppia scatta subito l’arresto.

    Polizia di Stato

    Stesso copione, itinerario diverso, qualche giorno dopo: un’auto a noleggio parte dal quadrante est e raggiunge Prati, dove incontra una cliente che aveva concordato l’acquisto tramite un’app di messaggistica. Tra perquisizione personale e domiciliare vengono recuperate 18 dosi: arrestata la pusher, segnalata alla Prefettura l’acquirente. In zona Vescovio i poliziotti individuano uno spacciatore “di quartiere” che parlava al telefono come in attesa di un appuntamento: nella tracolla aveva diversi involucri di shaboo, circa 140 grammi, e 300 euro.

    Il quadrante est della Capitale ha poi restituito gli espedienti più curiosi. In via dell’Archeologia il deposito era un cuscino ai piedi di un albero, con dentro un quantitativo consistente di cocaina: da lì il pusher prelevava le dosi al bisogno, mentre un complice faceva il “palo” indirizzando gli acquirenti. Arrestati entrambi, segnalato un acquirente. A chiudere, una quarantacinquenne bulgara che cedeva dosi “lampo” seduta su una panchina di un parco, protetta da vedette ai varchi, tra dosi gettate a terra e denaro nascosto negli indumenti intimi: anche per lei è scattato l’arresto. Il bilancio complessivo parla di 165 dosi sequestrate e oltre 3 mila euro sottratti agli spacciatori. Tutti gli arresti sono stati convalidati.

    Viminale-Esquilino, il “grandangolo” sulla sicurezza

    Un servizio straordinario coordinato dalla Polizia di Stato ha acceso i riflettori sull’asse Viminale-Esquilino, con un bilancio di 8 arresti, una denuncia, 200 persone identificate e sanzioni per oltre mille euro. La regia è del Commissariato di P.S. Viminale, con il Reparto Prevenzione Crimine, le unità cinofile, la Guardia di Finanza e l’Ufficio Immigrazione, affiancati dal personale di sicurezza di Termini e ATAC, dagli operatori AMA e dagli assistenti sociali della Sala Operativa Sociale di Roma Capitale.

    Intorno al camper della Polizia, presidio di riferimento della zona, equipaggi a piedi hanno intensificato i controlli tra via Marsala, via Enrico De Nicola, via Gaeta e via Amendola. Non sono mancate le verifiche amministrative: in un B&B di via Filippo Turati sono emerse irregolarità nell’esposizione dei prezzi e nei percorsi antincendio, con una sanzione di circa 670 euro, mentre la Guardia di Finanza ha contestato anomalie su registratori telematici e collegamento POS in tre esercizi. Un uomo che proponeva tour senza autorizzazione è stato multato per 400 euro, con sequestro di gilet, biglietti e dépliant. Tre stranieri irregolari sono stati accompagnati all’Ufficio Immigrazione e uno è stato denunciato per non aver rispettato un ordine di allontanamento del Questore.

    Sul fronte dei reati predatori, tre giovani sono stati arrestati per altrettante rapine messe a segno con lo stesso schema: un approccio apparentemente “cortese”, poi la sottrazione delle collanine e, in un caso, l’uso di spray urticante. Un quarto arresto per rapina è arrivato dopo un inseguimento iniziato sotto i portici di piazza dei Cinquecento e finito ai tornelli della metro A. Sempre in piazza dei Cinquecento un trentanovenne è stato fermato con 18 involucri e 135 euro; a piazza Vittorio una cessione “a staffetta” si è chiusa con due arresti; in via Giolitti una fuga tradita da un’inversione di marcia ha portato all’arresto di un trentasettenne senegalese per evasione e resistenza. Anche qui, arresti convalidati.

    Quarticciolo, il piano “terzo tempo”

    Presidio fisso e controllo dinamico del territorio: è la strategia del “terzo tempo” adottata dalla Questura di Roma sulla scia degli indirizzi del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Roma, per il Quarticciolo. Dalle 7 di ieri mattina, uffici mobili di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri presidiano l’area pedonale di Piazza del Quarticciolo per l’intera giornata, garantendo sicurezza a residenti e frequentatori e offrendo assistenza a chiunque ne abbia bisogno, anche solo per formalizzare una denuncia.

    Il presidio si affianca a un controllo dinamico che si estende su via Cerignola, via Ostuni, via Manfredonia e sulle strade limitrofe, anche per evitare che i fenomeni criminali si spostino altrove. Nelle ultime ore gli equipaggi della Questura hanno eseguito 8 arresti, sequestrando circa un chilo di sostanze stupefacenti tra hashish, marijuana e cocaina, due armi da taglio e 600 euro ritenuti provento dell’attività illecita. Il piano guarda anche al decoro: gli operatori di AMA hanno effettuato una bonifica straordinaria dei giardini della piazza, sotto lo sguardo vigile delle Forze dell’Ordine.

    Commercio abusivo: migliaia di articoli sequestrati

    La Polizia Locale di Roma Capitale ha condotto una vasta operazione contro l’abusivismo commerciale tra Porta Portese Est, Ponte Mammolo, Cave Ardeatine e il centro storico. Al mercato domenicale di Porta Portese Est gli agenti dell’Unità SPE hanno sequestrato oltre 600 articoli tra bigiotteria, liquori e profumi, alcuni contraffatti, più decine di chili di alimenti in gran parte scaduti. A Ponte Mammolo, vicino alla metro, sono stati sequestrati quasi 2mila capi d’abbigliamento e le strutture del banco abusivo, con sanzioni per 5mila euro.

    In viale delle Cave Ardeatine è stato smantellato un punto vendita abusivo con circa 5 metri cubi di merce, rimossa con l’aiuto di AMA: tra i prodotti anche formaggi affettati visibilmente deteriorati. Infine, a Fontana di Trevi, gli agenti del I Gruppo Centro hanno sorpreso un uomo che distribuiva abusivamente vaschette di cibo pronto, prelevate da un carrello nascosto nel retro di una frutteria: circa 45 porzioni per 30 chili di cibo, sequestrate e smaltite.

    Albano Laziale, armi clandestine e spaccio: tre arresti

    Fuori dalla Capitale, i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo hanno eseguito un’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura, nei confronti di tre italiani di 53, 52 e 40 anni, originari di Marino e Albano Laziale, gravemente indiziati di detenzione e porto di armi in luogo pubblico e di detenzione a fini di spaccio. L’indagine, durata alcuni mesi e condotta dall’Aliquota Operativa, ha documentato una fiorente attività di spaccio, soprattutto di cocaina, rafforzata dalla disponibilità di armi da sparo clandestine. Molti acquirenti sono stati identificati e segnalati alla Prefettura.

    La pericolosità del gruppo era emersa già in aprile, quando i Carabinieri sequestrarono una pistola semiautomatica con matricola abrasa e relativo munizionamento in mano ad altri pregiudicati ritenuti vicini ai destinatari della misura. Per due indagati si sono aperte le porte del carcere di Velletri, dove il terzo si trovava già detenuto per altra causa.

    Esquilino, aggressione sventata dall’Arma

    Ieri sera, intorno alle 22.40, in via Principe Amedeo, all’altezza di via Mamiani, i Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante e della Compagnia Speciale di Roma hanno arrestato in flagranza un 20enne egiziano, con precedenti, gravemente indiziato di tentata rapina. Il giovane avrebbe aggredito alle spalle un 51enne indiano, facendolo cadere per strappargli la collana d’oro. La scena è stata notata da una pattuglia in transito, che è intervenuta subito bloccando l’aggressore. La vittima non ha riportato ferite. L’arrestato è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del rito direttissimo.

    Autolavaggi, sicurezza sul lavoro e lavoratori in nero

    A San Giovanni e Prenestino i Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante, con il Gruppo Tutela Lavoro e il Nucleo Carabinieri Forestali di Roma, hanno passato al setaccio alcuni autolavaggi. Sono stati denunciati 3 titolari e due attività sono state sospese. Nel quartiere Collatino il titolare è stato denunciato perché alcuni lavoratori non avevano effettuato la visita medica obbligatoria. A Pietralata e Casal Bertone i gestori non avevano redatto il documento di valutazione dei rischi, e in entrambe è stata riscontrata la presenza di lavoratori in nero, da cui la sospensione in attesa della regolarizzazione. In totale, sanzioni per 12.823 euro.

    Civitavecchia, 25 segnalati a Campo dell’Oro

    A Civitavecchia i Carabinieri della Sezione Radiomobile del N.O.R. hanno svolto un servizio straordinario nel quartiere Campo dell’Oro, concentrando le verifiche lungo via Guastatori del Genio. Sequestrati complessivamente 16 grammi di cocaina, 14 di hashish e 1,47 di marijuana. Venticinque persone trovate con sostanze per uso personale sono state segnalate alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Roma per la violazione amministrativa prevista dall’articolo 75 del D.P.R. 309/90.

    Il finto carabiniere che puntava ai compro oro

    Si è spacciato per carabiniere mostrando una placca contraffatta per farsi consegnare gioielli in oro da un compro oro. A fermarlo sono stati i veri Carabinieri della Stazione Roma Porta Portese, che hanno arrestato in flagranza un 39enne. L’episodio è avvenuto in via Oderisi da Gubbio: l’uomo, dopo la telefonata di un complice che preparava il terreno, avrebbe tentato di ottenere dal dipendente i preziosi sostenendo che fossero provento di un furto in abitazione. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno accertato un analogo tentativo nella stessa mattinata in via Lamarmora. L’uomo è stato portato a Regina Coeli, dove l’arresto è stato convalidato.

    Piazza Bologna e Tiburtina, la stretta sulla movida

    Nel fine settimana i Carabinieri della Compagnia Roma Parioli, con le Squadre Operative di Supporto del 7° Reggimento “Trentino Alto Adige” e del 13° Reggimento “Friuli Venezia Giulia” e il Nucleo Ispettorato del Lavoro, hanno svolto un servizio straordinario tra piazza Bologna, la Stazione Tiburtina e le aree vicine, seguendo le linee indicate dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e condivise nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

    Il bilancio: 250 persone identificate, 123 veicoli controllati, 6 esercizi ispezionati, 11 contravvenzioni al Codice della strada e 9 sanzioni amministrative per 11.000 euro. Tredici le persone denunciate, per reati che vanno dalle violazioni sull’immigrazione al furto di un telefono e di un estintore su un autobus ATAC, dalla ricettazione di un casco di una società di noleggio scooter alla guida in stato di ebbrezza, fino alla falsità materiale per una carta d’identità privata del microchip e al possesso di strumenti da scasso. Una donna alla guida senza patente aveva con sé una modica quantità di shaboo, mentre sette persone sono state segnalate come assuntori.

    Nei locali, irregolarità sulla sicurezza sul lavoro in due esercizi di piazza Bologna, impianti audiovisivi senza autorizzazioni in via delle Provincie, un muratore impiegato irregolarmente in un cantiere e, in via Lorenzo il Magnifico, la somministrazione di alcolici a minori in due locali.

    Un presidio che non si ferma

    Dalle strade dei Castelli Romani ai quartieri della Capitale, passando per il litorale di Civitavecchia, il filo conduttore è lo stesso: una presenza costante sul territorio, fatta di pattuglie, indagini, controlli amministrativi e, sempre più spesso, di collaborazione tra forze diverse. Un lavoro che, come ricordano gli inquirenti, ha un unico obiettivo: la sicurezza dei cittadini. Per tutti gli indagati vale ovviamente la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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