Non è stato un intervento come gli altri. Per mettere in sicurezza un’abitazione di Campoli Appennino è servita una vera e propria operazione interforze, culminata il 21 ottobre 2026 dopo ore di lavoro delicato e sotto la costante regia della Procura della Repubblica di Cassino. Al centro dell’intervento l’immobile in uso a un uomo già finito in manette il 17 settembre 2026.
L’attività rientra nel quadro delle indagini coordinate dalla Procura di Cassino, orientate alla tutela della sicurezza collettiva e al contrasto della detenzione illegale di armi e materiale bellico. La bonifica è stata condotta su precisa delega dell’Autorità Giudiziaria ed è stata portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Sora, titolari del procedimento, in stretta collaborazione con gli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito Italiano, giunti da Roma-Cecchignola, e con la Squadra Artificieri Antisabotaggio del Comando Provinciale Carabinieri di Roma.
All’interno dei locali i militari hanno rinvenuto, catalogato e posto sotto sequestro un ingente quantitativo di materiale d’armamento. Quando in gioco ci sono ordigni ed esplosivi, ogni passaggio richiede cautela e protocolli rigorosi, e il lavoro degli specialisti si è sviluppato proprio in questa direzione.
Una volta completato il rinvenimento, il materiale bellico è stato trasferito in un’area individuata in località Prato, nel territorio del Comune di Pescosolido, lontano dai centri abitati. Gli artifizi e gli esplosivi sono stati affidati in custodia alla squadra artificieri antisabotaggio dell’Arma dei Carabinieri, mentre le armi e il restante munizionamento sono stati presi in consegna dalla Stazione Carabinieri di Sora.
L’Autorità Giudiziaria, tempestivamente informata dal reparto procedente, continua a dirigere le indagini in corso, che comprendono anche gli accertamenti già disposti, con l’obiettivo di delineare in modo compiuto il quadro investigativo. Resta dunque aperto il capitolo su provenienza e destinazione di quanto rinvenuto.




