di Giorgio Stirpe
Mister Alvini “es el nuevo Hombre Vertical”. Ha trasformato l’espressione coniata per descrivere Hector Cuper quale persona e allenatore intransigente, con la schiena dritta, veicolandola e declinandola sul campo di calcio.
L’uomo verticale è lui, e alla sua creatura Frosinone ha trasmesso l’amore per il gioco in profondità. I giallazzurri lo fanno più di ogni altra squadra italiana con strappi e accelerazioni che hanno messo in crisi ogni difesa incontrata da un anno e mezzo a questa parte.
E il Lecce non ha fatto eccezione. L’ex di turno Eusebio Di Francesco a cui ancora brucia la retrocessione all’ultimo minuto dell’ultima giornata di tre stagioni fa, si è dovuto inchinare alla “Lex Alvinorum” e un’altra vittima è stata mietuta.
Visti gli impegni ravvicinati (domenica c’è già il Toro), il tecnico del Frosinone ha voluto dare un turno di riposo a Masini e Bracaglia, inserendo al loro posto, dal primo minuto, Cichella e Terzic.
Anche Monterisi ha ritrovato il posto da titolare con Cittadini in panchina. L’allenatore toscano non ha voluto rinunciare all’attacco titolare, né a Calò e Schmid.
Dall’altra parte, il Lecce ha dovuto fare a meno di alcune pedine senz’altro importanti come Ilic, Gaspar, Coulibaly e Pierotti.
Sin dall’inizio ci si aspettavano bollicine tra due squadre per natura frizzantine e così è stato. I capovolgimenti di fronte si sono susseguiti, i salentini si sono resi pericolosi in un paio di circostanze ma quando, al 25’, Ghedjemis ha acceso il motorino per gli avversari non c’è stato nulla da fare: Cichella ha scartato e mangiato il cioccolatino che l’algerino gli ha servito in mezzo all’area di rigore, scaricando un bel destro a fil di palo su cui Falcone nulla ha potuto.
Per il giovane centrocampista classe 2005, che Alvini ha fatto crescere e maturare, è stata la prima gioia in Serie A.
Nella serata delle prime volte, il Frosinone ha potuto saggiare anche l’ebbrezza di vedersi fischiare un calcio di rigore a favore, dopo i tre contro.
Penalty procurato da Kvernadze che ha disorientato un difensore giallorosso e Calò ha trasformato con freddezza mandando i ciociari al riposo con il doppio vantaggio.
I giallazzurri hanno continuato lo show anche nella ripresa assediando l’area di rigore leccese e trovando al 59’ anche la terza rete con Raimondo (di nuovo in vetta alla classifica marcatori) al termine di una manovra tutta di prima che ha ubriacato l’intera difesa di Di Francesco.
Lecce ubriacato, Benito Stirpe inebriato!
Con il piglio della “grande”, la squadra di Alvini non si è fermata e ha mandato in gol due anche Birligea al 72’ su assist di Schmid e al 94’. In mezzo una piccola distrazione al 82’ costata la rete di Monteiro.
Poco male, la sostanza della partita non cambia. Con questa vittoria il Frosinone stacca Napoli e Juventus e sale al sesto posto solitario in classifica.
LE PAROLE DEL TECNICO DEL LECCE EUSEBIO DI FRANCESCO
“Abbiamo impattato bene la gara ma il Frosinone ha fatto una grande partita e noi siamo usciti dal match troppo presto favorendo i giallazzurri. La tenuta mentale non è stata quella giusta, mi ha dato fastidio prendere il quinto gol in quel modo, mi auguro che ci sia da lezione questa gara. Il rigore per il Frosinone a mio avviso non c’era, invece su Gandelman il penalty era più evidente. Questo non mette in discussione la vittoria dei nostri avversari, voglio essere chiaro”.
LE PAROLE DEL TECNICO DEL FROSINONE MASSIMILIANO ALVINI
“L’avversario ci ha aspettato e i primi minuti non sono stati i soliti, ogni partita ha una strategia diversa e ci siamo adattati. Sono molto contento della prestazione della squadra, della vittoria, perché il Lecce è fastidioso, i tre punti sono straordinari e ci fanno fare un passo importante per raggiungere la salvezza. Occorre lavorare in un certo modo in determinate partite. Il Lecce ha giocato in modo diverso e i ragazzi dovevano adattarsi presto all’avversario. La partita che la squadra ha fatto è stata significativa, non era facile dopo Bergamo tirare fuori una prestazione del genere, questo va sottolineato”.




