Un profumo che più di ogni altro annuncia l’autunno, e questa mattina ha invaso il piazzale davanti alla sede centrale “Raffaele Ambrosi De Magistris” del Primo Istituto Comprensivo di Anagni. È quello delle caldarroste appena tolte dal fuoco, protagoniste della Festa dell’Autunno, la prima castagnata mai organizzata dalla scuola: un appuntamento pensato soprattutto per i più piccoli, ma che ha finito per coinvolgere l’intera comunità scolastica.

Per i bambini della scuola dell’infanzia è stata un’occasione speciale: vedere dal vivo la trasformazione di un frutto della terra in caldarrosta, dal guscio inciso fino al cartoccio caldo da stringere tra le mani. Un’esperienza che la scuola ha voluto rendere completa, perché, come spiegano le insegnanti, il bambino di questa età impara facendo, e ciò che vive con tutti i sensi diventa conoscenza. L’olfatto, il tatto, il gusto: tutto è stato chiamato in causa, insieme a una lezione preziosa e sempre più rara, quella dell’attesa, perché una castagna non si cuoce in tre secondi e vedere il fuoco lavorare lentamente è già un piccolo insegnamento.
Il merito di una giornata così riuscita va anche a un fuochista di Segni, contattato dal dirigente scolastico, il prof. Maurizio Sparagna, che lo conosceva personalmente. L’uomo non si è limitato a portare l’attrezzatura e i due bruciatori sui quali sono state cotte le castagne, ma ha messo a disposizione della scuola oltre 80 chilogrammi di castagne, sufficienti perché tutti, davvero tutti, potessero assaggiarle. Il dirigente ha sposato l’iniziativa fin dal primo momento, ha introdotto la mattinata ed è rimasto sul posto fino alla fine. I cartocci per la distribuzione sono stati realizzati dalla scuola stessa, con la carta di una ferramenta del territorio.
Accanto ai bambini dell’infanzia, divisi per età tra i tre e i cinque anni, c’era una folta partecipazione degli alunni della scuola primaria e della secondaria di primo grado, scesi nel piazzale per condividere l’esperienza. Tanti anche i genitori e soprattutto i nonni, che sono stati i veri protagonisti pratici della giornata. Un gruppo di nonne chef, tra cui nonna Rita, nonna Teresa e nonna Franca, aveva allestito un gazebo dedicato, dove hanno tagliato, sbucciato e sistemato le castagne nei cartocci con la sicurezza di chi quel gesto lo conosce da una vita.
Mentre il fuoco faceva il suo lavoro, il piazzale si è trasformato in un piccolo palcoscenico. I bambini hanno danzato, cantato e suonato, divisi per fasce d’età e poi tutti insieme, accompagnandosi con legnetti e tamburelli in un mini concerto che ha fatto da colonna sonora alla cottura. Per i più grandi, i cinque anni, è stata anche l’occasione di vivere la contemporaneità di due momenti: l’attesa delle castagne e l’esibizione davanti a tutti. Prima del concerto, le nonne sono state chiamate in causa con alcune semplici domande, per raccontare ai bambini le fasi della preparazione: la caduta dall’albero dentro il riccio, l’incisione, il calore della brace, la sbucciatura e infine la parte più attesa, quella di mangiarle. Un modo per mostrare che i nonni sono custodi di un sapere che merita di essere tramandato.
Quando le castagne sono state pronte, la festa ha cambiato ritmo. A suonare il saltarello sono stati il giovane Alessio Buonanotte, alunno di seconda media, all’organetto e accompagnato da alcuni amici al tamburello, e poi il maestro Gianluigi Graziani, che ha proseguito da solo con lo strumento simbolo della tradizione musicale popolare del territorio. Tra un morso di caldarrosta e l’altro, il piazzale si è riempito di musica e sorrisi.







Non sono mancati i ringraziamenti, da parte delle insegnanti, a tutte le persone che hanno reso possibile la giornata: la Protezione Civile, presente con una rappresentanza a garanzia della sicurezza, i docenti delle medie e della primaria, le famiglie e in particolare le mamme, sempre disponibili a dare una mano. Tra le realtà che hanno contribuito c’è anche Mister Cart, che ha preparato i palloncini per la festa. La mattinata si è chiusa con le castagne per tutti, la pizza offerta ai bambini dalle maestre e dalle mamme e il caffè per gli adulti.
Ma la castagnata, tengono a precisare dalla scuola, non è stata una semplice festa di paese. Rientra infatti nel progetto d’istituto “Impronte”, un percorso di educazione civica che per l’infanzia ha avuto la prima tappa il 2 ottobre, con la festa dei nonni: per una settimana il cancello della scuola dell’infanzia è stato ricoperto di cartelloni con messaggi di gratitudine, grandi cuori e le impronte delle mani dei bambini e dei piedi di nonni e nipoti, per dire che sono i nonni a tracciare la strada di chi cresce. La castagnata è la seconda tappa, dedicata alle impronte lasciate dalla tradizione: i suoni, gli odori e i ritmi di quando ci si riuniva intorno al fuoco, e quel calore umano, oltre che fisico, che le castagnate di una volta sapevano regalare.
Dietro la festa c’è insomma un preciso valore pedagogico ed educativo: far vivere ai bambini un frammento di tradizione, creare un legame tra generazioni e rafforzare l’idea di una scuola che si apre al territorio e lo coinvolge. Un’esperienza che, a giudicare dai volti dei bambini e dalla partecipazione di tutta la comunità, ha lasciato davvero il segno.




