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    Roma e provincia, 24 ore di controlli delle Forze dell’Ordine: arresti, denunce e un braccialetto elettronico a tutela di una giovane

    dallo stalking di Tivoli all’estorsione sventata a Bravetta, dalle armi bianche trovate a Termini ai controlli straordinari nel quartiere Aurelio e sul litorale di Civitavecchia
    3 Novembre 20266 Mins Read
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    Ci sono giornate in cui la sicurezza dei cittadini si misura in piccoli gesti quotidiani: un controllo in più, una denuncia ascoltata fino in fondo, un appuntamento sospetto che non passa inosservato. Nelle ultime 24-36 ore le Forze dell’Ordine hanno lavorato così, dal litorale a nord di Roma fino alle periferie della Capitale e ai Castelli, con una serie di interventi che raccontano un presidio costante del territorio.

    La vicenda più delicata arriva da Tivoli, dove il personale del Commissariato di Tivoli ha eseguito un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli nei confronti di un ventitreenne italiano, gravemente indiziato di stalking. Il giovane dovrà rispettare il divieto di avvicinamento alla ex compagna, con l’applicazione del braccialetto elettronico e il divieto assoluto di comunicare con lei con qualsiasi mezzo, anche telematico. Secondo la ricostruzione dell’accusa, accolta dal giudice, la relazione si sarebbe trasformata nel tempo in una spirale di aggressioni, insulti, minacce e comportamenti ossessivi, proseguiti anche dopo la decisione della ragazza di lasciarlo. L’indagine è partita dalla denuncia presentata dalla giovane al Commissariato distaccato di Tivoli-Guidonia. Nel suo racconto avrebbe descritto episodi di violenza fisica e psicologica fin dai primi tempi, con lesioni al volto provocate in più occasioni, anche con un ombrello, e un controllo costante di telefono, amicizie e spostamenti. Un clima che, secondo gli investigatori, avrebbe condizionato la sua libertà personale e la sua quotidianità. Le dichiarazioni della giovane sono state corroborate dalle testimonianze dei familiari e di un’amica.

    Cambia scenario ma non la sostanza a Roma Termini, dove una donna di nazionalità turca si è presentata all’Ufficio Denunce del Reparto di Stazione della Polizia Ferroviaria per denunciare il furto del proprio cellulare. Fin da subito avrebbe tenuto un atteggiamento provocatorio verso il personale, arrivando a dire di non gradire la vita in Italia. Gli operatori, però, hanno capito che nascondeva qualcosa: addosso aveva tre armi da taglio, una delle quali con una lama lunga 20 centimetri. È scattato l’arresto, messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria e poi convalidato. Un caso quasi paradossale: chi entra in un ufficio di polizia per denunciare e ne esce in manette.

    Una storia diversa arriva da Bravetta, dove i Carabinieri della Stazione Roma Bravetta hanno arrestato in flagranza un 39enne colombiano, gravemente indiziato di tentata estorsione. Secondo quanto ricostruito, dopo aver concordato una prestazione sessuale poi non consumata, si sarebbe impossessato dei documenti d’identità della vittima, subordinandone la restituzione al pagamento di 1.350 euro. La vittima aveva già versato 950 euro con un bonifico e, dovendo consegnare il resto, ha chiesto aiuto ai militari. I Carabinieri sono intervenuti nel luogo dell’appuntamento e hanno bloccato l’uomo nel momento della consegna del denaro, recuperando i documenti del denunciante e quelli di altre persone. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare se vi siano casi analoghi. L’arresto è stato convalidato dal giudice nelle aule di piazzale Clodio, al termine del rito direttissimo.

    Sul litorale nord i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno messo in campo un servizio straordinario lungo tutta la fascia costiera, con l’obiettivo di prevenire i reati predatori e di verificare il rispetto delle misure restrittive imposte dall’Autorità giudiziaria. Il bilancio è di cinque arresti, tre in carcere e due ai domiciliari, e di una denuncia. A Torrimpietra è finito in carcere un 41enne, destinatario della revoca della detenzione domiciliare disposta dall’Ufficio di Sorveglianza di Roma dopo ripetute violazioni, e un 31enne pluripregiudicato, raggiunto da un ordine di carcerazione della Procura della Repubblica di Civitavecchia per un cumulo di pene di 4 anni, 7 mesi e 11 giorni per reati contro il patrimonio e la persona. A Campo di Mare un 59enne è tornato in carcere per ordine della Prima Sezione Penale della Corte d’Appello di Roma, dopo che i militari avevano più volte trovato in casa sua persone pregiudicate, in violazione degli arresti domiciliari. A Ladispoli una 55enne è stata sottoposta a detenzione domiciliare per scontare 1 anno e 3 mesi per falsità e dichiarazioni mendaci finalizzate all’accesso al patrocinio a spese dello Stato, mentre a Cerveteri a un 38enne è stata notificata la detenzione domiciliare sostitutiva per una pena residua di 3 anni, 3 mesi e 4 giorni, per associazione per delinquere, furti in abitazione, ricettazione e falsità materiale in atti pubblici, reati commessi in provincia di Firenze. A Civitavecchia, infine, i militari della Stazione Civitavecchia Porto hanno denunciato un 51enne senza fissa dimora, pluripregiudicato e già sottoposto a sorveglianza speciale. L’uomo è stato fermato nel mercato di piazza Regina Margherita, subito dopo aver portato via accessori per telefonia dal banco di un commerciante straniero, minacciando i presenti con espressioni di odio razziale. Nelle sue tasche c’era un coltello a lama fissa da 19 centimetri, finito sotto sequestro, mentre la merce è stata restituita al commerciante. Dovrà rispondere di furto pluriaggravato, minacce aggravate da motivi razziali, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.

    Capitolo a parte per il quartiere Aurelio, a Roma, dove proseguono i controlli del Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma insieme agli assetti dell’Organizzazione Mobile, per contrastare bande giovanili e disagio urbano. Lo scorso fine settimana la Compagnia Roma San Pietro, con il supporto dell’8° Reggimento “Lazio” e del 6° Battaglione “Toscana”, ha battuto la zona tra Valle Aurelia e Circonvallazione Cornelia, secondo le linee indicate dal Prefetto di Roma Lamberto Giannini e condivise nel Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Sono state identificate 463 persone, 205 delle quali straniere, e controllati 154 veicoli, con particolare attenzione ai luoghi di ritrovo dei giovani. Il bilancio finale è di tre arresti e dieci denunce.

    In manette sono finiti un 30enne tunisino, bloccato subito dopo aver preso una bicicletta elettrica in piazza dei Giureconsulti, un 29enne egiziano, sorpreso vicino a Circonvallazione Cornelia mentre cedeva alcune dosi di hashish e che ha cercato di disfarsi di un involucro con altri 3 grammi della stessa sostanza, e un 55enne romano senza fissa dimora, già con precedenti, che in largo di Boccea avrebbe provato a impossessarsi di alcuni beni brandendo un coltello prima di essere immobilizzato. Tra i denunciati, tre stranieri con precedenti sorpresi a scambiarsi uno zaino con otto bottiglie di superalcolici di cui non hanno saputo spiegare la provenienza, una 57enne senza fissa dimora per un furto in un negozio di via di Boccea, un 23enne cileno che avrebbe sottratto un telefono a una turista italiana su un autobus vicino alla fermata della metropolitana Cornelia, e un 65enne tunisino che in piazza dei Giureconsulti avrebbe ceduto a un giovane alcune dosi di eroina in un involucro di carta stagnola. Quattro persone sono state denunciate per violenza privata, perché avrebbero sottratto i documenti a un cittadino italiano con l’intento di aprire carte di pagamento e un conto corrente a suo nome e di noleggiare auto. Dieci giovani sono stati infine segnalati alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti, con il sequestro di decine di dosi di marijuana.

    Dal braccialetto elettronico di Tivoli ai controlli sulle strade dell’Aurelio, il filo conduttore resta lo stesso: un’azione capillare, fatta di ascolto delle vittime, indagini accurate e presenza fisica sul territorio.

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