VALMONTONE – La lotta al traffico di stupefacenti nel sud della provincia di Roma segna un nuovo capitolo con l’operazione condotta dalla Polizia di Stato nella serata di giovedì 23 gennaio lungo la via Casilina, all’altezza di Valmontone. Gli agenti del Commissariato di Colleferro, coordinati dal dott. Antonio Mazza, hanno arrestato due persone sorprese in flagranza di reato mentre gestivano un giro di spaccio a bordo strada: una donna di quarant’anni, già nota alle forze dell’ordine, e un minorenne. Il bilancio dell’intervento parla chiaro: 50 dosi tra cocaina e crack, per un totale di 23 grammi di sostanza stupefacente, oltre a una somma di denaro in banconote di piccolo taglio, inequivocabile provento dell’attività illecita.
L’operazione è scattata intorno alle 22:00, quando una pattuglia delle Volanti in servizio di controllo del territorio ha notato un’autovettura ferma in sosta sospetta. A insospettire gli agenti è stata la presenza della quarantenne che, dall’esterno del veicolo, stava confabulando animatamente con due persone sedute all’interno. Un quadro che ha subito fatto scattare l’allarme negli investigatori, abituati a riconoscere le dinamiche tipiche dello spaccio di strada.
Non appena la donna si è accorta dell’arrivo della Volante, ha tentato una manovra disperata: urlare a squarciagola per avvisare i complici, nel tentativo di permettere loro di dileguarsi o quanto meno di occultare la merce. Una reazione istintiva che però ha sortito l’effetto opposto, confermando definitivamente i sospetti degli agenti e spingendoli a bloccare immediatamente ogni possibile via di fuga. In pochi istanti, la scena è stata messa sotto controllo.
La perquisizione, estesa sia alle persone che all’abitacolo del veicolo, ha dato esito positivo. Nel vano portaoggetti dell’auto sono emersi 50 involucri già confezionati, contenenti complessivamente 23 grammi di cocaina e crack, pronti per essere immessi sul mercato dello spaccio al dettaglio nella zona. Insieme alla droga, gli investigatori hanno sequestrato anche una cospicua somma di denaro in banconote di piccolo taglio, classico indicatore di un’attività di vendita capillare e continuativa.
Dopo il passaggio presso il Gabinetto di Polizia Scientifica per le procedure di identificazione e rilievo, i due arrestati sono stati messi a disposizione della magistratura. Per la quarantenne, il giudice ha convalidato l’arresto il giorno seguente, infliggendo una condanna a due anni di reclusione con pena sospesa. Diversa e più delicata la posizione del minorenne: il giovane è stato trasferito presso il Centro di Giustizia Minorile di Roma e il suo caso resta al vaglio della Procura presso il Tribunale per i Minorenni.
L’aspetto più inquietante di questa operazione condotta a Valmontone resta proprio il coinvolgimento del minore nelle dinamiche dello spaccio. Non si tratta di un episodio isolato nel panorama criminale del Lazio e dell’intero Paese, ma di una tendenza che desta crescente allarme sociale: l’utilizzo di giovani e giovanissimi da parte delle reti di spaccio, una strategia cinica e calcolata per eludere i controlli delle forze dell’ordine o per beneficiare di un regime giuridico meno severo. I ragazzi, spesso provenienti da contesti fragili, vengono arruolati come manovalanza a basso costo, esposti a rischi personali e giudiziari che ne compromettono irreparabilmente il futuro.
L’intervento della Polizia di Stato, dunque, non si limita alla rimozione di 50 dosi pericolose dalla strada e alla neutralizzazione di un canale di spaccio attivo sulla Casilina. L’operazione accende nuovamente un faro sulla necessità urgente di proteggere le fasce più giovani dalla morsa della criminalità organizzata e di intervenire con politiche di prevenzione e recupero sociale, prima che sia troppo tardi.




