Una rete fitta come una ragnatela che partiva dai vicoli del centro storico di Napoli per arrivare a colpire il cuore della Provincia di Roma e della Provincia di Frosinone. Nella prima mattinata di oggi, mercoledì 13 maggio 2026, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli hanno messo fine a un incubo che durava da oltre un anno, dando esecuzione a un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di dieci persone. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’agguerrita associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione aggravata.
L’indagine, coordinata con fermezza dalla Procura della Repubblica di Tivoli, ha svelato un meccanismo cinico e ben oliato. Tutto è iniziato nel giugno del 2022 a Guidonia Montecelio, quando l’arresto in flagranza di una coppia di complici ha permesso ai militari di mettere le mani su telefoni e schede SIM che sono diventati la chiave per scoperchiare il vaso di Pandora. Da quelle tracce digitali è emersa l’esistenza di una vera e propria centrale operativa operativa su tutto il territorio nazionale che non risparmiava nessuno, colpendo sistematicamente i piccoli centri dove il legame tra familiari è più stretto e la paura per un caro in difficoltà diventa un’arma in mano ai malviventi.
Il modus operandi era quasi teatrale nella sua crudeltà. I telefonisti della banda si spacciavano per appartenenti all’Arma dei Carabinieri o dipendenti dell’ufficio postale, contattando le vittime dopo aver studiato i loro spostamenti e verificato l’assenza di figli o nipoti in casa. Il racconto era sempre lo stesso: un parente stretto si trovava in stato di fermo per un presunto incidente stradale e per evitarne il carcere serviva una cauzione immediata in contanti o gioielli. In un clima di terrore psicologico, l’anziano veniva spinto a consegnare ogni avere a un emissario che si presentava alla porta pochi minuti dopo la chiamata.
La spregiudicatezza del gruppo non conosceva limiti. I capi dell’organizzazione, che gestivano le operazioni da remoto, pretendevano dai complici sul campo dei video a testimonianza del bottino prelevato, un macabro trofeo per certificare la riuscita del colpo. Le indagini hanno documentato ben 116 truffe consumate tra il 2022 e il 2023, con razzie che hanno toccato Anagni, Morolo, Ferentino, Alatri e Frosinone, spingendosi fino ai comuni dell’area romana come Subiaco, Vicovaro, Castel Madama, Zagarolo e Palestrina. Anche i centri di Ceccano, Veroli, Colleferro, Valmontone e Arpino sono finiti nel mirino della “manovalanza” del gruppo criminale.
Il colpo di grazia al sodalizio è arrivato quando i Carabinieri di Tivoli, supportati dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli, hanno individuato il covo operativo. Durante l’irruzione, i militari hanno sorpreso i vertici dell’organizzazione in piena attività telefonica. In un ultimo, disperato tentativo di cancellare le prove, alcuni indagati hanno cercato di dare fuoco a elenchi telefonici e appunti riservati, ma il pronto intervento degli uomini dell’Arma ha permesso di recuperare gran parte del materiale. Il bottino complessivo stimato sfiora i 500.000 euro, una cifra enorme che rappresenta però solo la parte materiale di un danno morale incalcolabile inflitto a centinaia di cittadini indifesi.




