FROSINONE – Una aula magna gremita, attenta e partecipe, ha fatto da cornice nei giorni scorsi alla giornata della legalità organizzata dal Liceo “Anton Giulio Bragaglia” di Frosinone, interamente dedicata alla memoria del giudice Rosario Livatino, simbolo di coraggio e integrità nella lotta alla mafia.
L’iniziativa ha rappresentato molto più di un semplice momento commemorativo. È stata una vera e propria lezione di cittadinanza attiva, capace di coinvolgere studenti e docenti in una riflessione profonda sul valore della giustizia e sul prezzo, spesso altissimo, pagato da chi la difende.
Protagonista della mattinata è stato l’attore Angelo Maria Sferrazza, che attraverso una intensa pièce teatrale porta in tutta Italia la storia del magistrato siciliano, ucciso il 21 settembre 1990 dai sicari di Cosa Nostra. Sul palco dell’istituto, Sferrazza ha restituito con forza e autenticità il volto umano e professionale di Livatino, riuscendo a catturare l’attenzione del pubblico grazie a una presenza scenica coinvolgente, una voce incisiva e uno sguardo capace di trasmettere emozione e consapevolezza.
Accanto a lui, presenti il dirigente scolastico Fabio Giona, il sociologo Maurizio Lozzi e l’avvocato Fabio Padovani, che hanno condiviso con gli studenti un momento di confronto e approfondimento. Il racconto del sacrificio di Livatino – giovane magistrato, poi beatificato da Papa Giovanni Paolo II – ha riportato al centro il tema della lotta alla mafia, evocando anche le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, anch’essi caduti per mano della criminalità organizzata.
Al termine dello spettacolo, molti studenti hanno preso la parola, ponendo domande puntuali sia sulla figura del giudice sia sulla presenza delle organizzazioni mafiose oggi, segno evidente di un coinvolgimento autentico e non formale. Un dialogo che ha trasformato la memoria in consapevolezza, e la storia in uno strumento per leggere il presente.
Il dirigente Fabio Giona ha sottolineato l’importanza di iniziative di questo tipo, capaci di “testimoniare un impegno concreto per la legalità”, ricordando come magistrati come Livatino abbiano pagato con la vita la loro fedeltà allo Stato.
Per Angelo Maria Sferrazza, l’incontro al Bragaglia rappresenta un ulteriore tassello di un percorso artistico profondamente legato al teatro civile e alla diffusione della memoria delle vittime innocenti di mafia. Un impegno che trova nelle scuole il terreno più fertile, dove seminare valori destinati a crescere nel tempo.
In un’epoca in cui il rischio dell’indifferenza è sempre dietro l’angolo, giornate come questa ricordano che la legalità non è un concetto astratto, ma una scelta quotidiana. E che il sacrificio di uomini come Rosario Livatino continua a parlare, soprattutto alle nuove generazioni.




