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    Anagni Regenesis: sulla ex Polveriera arriva una nuova proposta con fotovoltaico da 99,9 MWp e un ospedale per il territorio

    la società 2SH Energy Srl ha depositato ieri un'istanza concorrente per la riconversione dell'ex Polveriera: 22 milioni di euro, pannelli solari su 190 ettari e la promessa di strutture socio-sanitarie. Ma è solo l'inizio di un percorso ancora lungo
    29 Maggio 20265 Mins Read
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    Un’area pubblica abbandonata da anni, un vuoto amministrativo colmato solo a metà, e ora due proposte sul tavolo del Comune di Anagni per trasformare l’ex Polveriera in una grande piattaforma energetica. La storia si arricchisce di un nuovo capitolo, e questa volta con un elemento che in passato era mancato del tutto: la prospettiva di un ospedale.

    Il 28 maggio 2026, ultimo giorno utile per la presentazione di istanze concorrenti ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 190/2024 — il cosiddetto Testo Unico delle Rinnovabili — la società 2SH Energy Srl, con sede legale a Frosinone, ha protocollato presso il Comune di Anagni la propria candidatura per la concessione del comparto “ex Polveriera“, circa 190 ettari di ex proprietà militare oggi in disponibilità comunale. Il progetto si chiama Anagni Regenesis.

    Il contesto: una vicenda con radici lontane

    Per capire la portata di questo momento, occorre fare un passo indietro. Come già riferito da questo giornale lo scorso aprile, il Comune di Anagni aveva chiuso definitivamente, con determinazione n. 164 del 21 aprile 2026, il precedente procedimento di Partenariato Pubblico Privato (PPP) avviato sulla stessa area. Quella procedura, avviata su proposta della società milanese Free Energy S.r.l., si era arenata su un ostacolo insormontabile: un cambio del quadro normativo aveva reso inapplicabile il diritto di prelazione già riconosciuto al promotore, che aveva quindi vietato all’amministrazione di utilizzare i propri elaborati progettuali per qualsiasi gara successiva. Un vicolo cieco giuridico, come lo aveva definito il Responsabile del Servizio Tecnico, ing. Antonio Salvatori.

    L’uscita da quel vicolo è arrivata attraverso il nuovo strumento normativo: il D.Lgs. 190/2024 prevede all’art. 10 una procedura diversa, basata sulla pubblicazione pubblica dell’istanza originaria e sulla possibilità — per chiunque — di presentare proposte concorrenti entro i termini stabiliti. Ed è esattamente quello che è accaduto.

    La prima mossa: Free Energy ci riprova

    La società Free Energy S.r.l. non ha rinunciato all’area. Cambiato lo strumento giuridico, ha ripresentato la propria candidatura — questa volta denominata “Anagni Solare” — con un impianto fotovoltaico da 99,9 MWp, pubblicata all’albo pretorio del Comune di Anagni il 28 aprile 2026 con il numero di atto 575/2026. Da quel momento, i trenta giorni previsti dalla norma per la presentazione di istanze concorrenti hanno iniziato a scorrere.

    La mossa di 2SH Energy: stessa potenza, ma con un ospedale

    All’ultimo giorno utile si è presentata 2SH Energy Srl, che ha depositato la propria istanza concorrente qualificandola esplicitamente come migliorativa rispetto a quella già pubblicata. L’impianto fotovoltaico proposto ha la stessa potenza — 99,9 megawatt di picco — ma si accompagna a un sistema di accumulo energetico (BESS) da 95 MW, pensato per stabilizzare la produzione e ottimizzare i flussi di energia verso la rete. L’area di riferimento è la stessa: i fogli catastali 82, 83, 90, 91, 92 e 93 del comparto ex Polveriera.

    Il valore economico complessivo dell’offerta, riferito all’intero rapporto concessorio trentennale, è fissato in 22 milioni di euro. Una cifra che la società presenta come sensibilmente superiore a quella già offerta da Free Energy, e che rappresenterebbe — nelle intenzioni del proponente — una rilevante entrata patrimoniale per l’ente concedente.

    L’elemento che cambia tutto: la promessa di un ospedale

    È però la componente di utilità pubblica a distinguere più nettamente le due proposte. 2SH Energy Srl si dichiara disponibile, con i 22 milioni già indicati quale valore complessivo dell’operazione, a realizzare all’interno dell’area in concessione un presidio ospedaliero, un parco pubblico attrezzato di grande superficie con un anfiteatro per manifestazioni pubbliche, e un parcheggio a servizio delle strutture. L’istanza cita esplicitamente la necessità di colmare le carenze nell’offerta sanitaria del nord della provincia di Frosinone.

    Va precisato, però, che si tratta di una proposta ancora del tutto preliminare e condizionata: la realizzazione dell’ospedale richiede, tra le altre cose, la specifica autorizzazione da parte del Comune di Anagni e il coinvolgimento degli enti sanitari competenti. Si tratta di un impegno contrattuale definitivo e vincolante, per quanto inserita in un’istanza che deve ancora attraversare tutte le fasi dell’istruttoria tecnica e della valutazione comparativa. Nella stessa istanza si precisa che, qualora l’amministrazione comunale orientasse diversamente le proprie scelte, la proposta da 22 milioni di euro rimarrebbe comunque ferma nella sua formulazione di base.

    Come funziona il nuovo regime concessorio

    Il meccanismo introdotto dall’art. 10 del D.Lgs. 190/2024 prevede che, in presenza di più istanze, il Comune avvii una procedura di valutazione comparativa tra i progetti pervenuti. Sarà dunque l’amministrazione a dover selezionare, sulla base di criteri tecnici ed economici, quale delle due proposte — quella di Free Energy o quella di 2SH Energy — meglio risponde all’interesse pubblico. Tutti gli oneri di progettazione, autorizzazione, connessione alla rete elettrica nazionale e — a fine concessione — di smantellamento e ripristino dei luoghi, sono posti a carico esclusivo del soggetto concessionario. 2SH Energy Srl si impegna esplicitamente, nell’istanza firmata dal Legale Rappresentante Luca Sellari, a presentare idonea polizza fideiussoria a garanzia degli obblighi di ripristino.

    Un’area che aspetta da troppo tempo

    Quello che resta invariato, al di là delle proposte e dei meccanismi giuridici, è il dato di fondo: l’ex Polveriera di Anagni è un’area pubblica che attende da anni una destinazione concreta. Quasi 190 ettari dismessi, in stato di abbandono, nel cuore del sistema infrastrutturale della Valle del Sacco. Che si tratti di pannelli solari, di accumulatori di energia o — nella migliore delle ipotesi — di un presidio sanitario, il punto di partenza rimane sempre lo stesso: un patrimonio collettivo che non produce nulla, e che potrebbe invece diventare qualcosa di significativo per l’intera comunità.

    Ora la parola passa al Comune di Anagni, che dovrà avviare l’istruttoria comparativa e decidere quale strada percorrere.


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