Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram
    Anagnia
    • In evidenza
    • Home
    • Anagni
    • Roma e Provincia
    • Frosinone e Provincia
    • Cronaca
    • Politica
    • Cultura
    • Sport
    • Primo piano
    Anagnia
    Home » Omicidio Willy, ergastolo confermato per Gabriele Bianchi: aperta la strada alla giustizia riparativa
    In evidenza

    Omicidio Willy, ergastolo confermato per Gabriele Bianchi: aperta la strada alla giustizia riparativa

    la Corte d'Assise d'Appello di Roma ha emesso la sua sentenza per la terza volta: pena massima per uno degli assassini del giovane di Paliano, ma i giudici aprono alla possibilità di un incontro con la famiglia della vittima
    8 Giugno 20264 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    È la terza volta che Gabriele Bianchi si siede davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma, e la terza volta che sente pronunciare la parola ergastolo. La sentenza emessa nelle scorse ore ha confermato la pena massima per uno dei responsabili dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne di Paliano massacrato di botte nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro, mentre cercava di difendere un amico da un gruppo di aggressori.

    Stavolta, però, la Corte ha aggiunto qualcosa di inedito rispetto ai precedenti gradi di giudizio: Bianchi potrà accedere a un percorso di giustizia riparativa. Se la famiglia di Willy accetterà, l’uomo potrà incontrarla e confrontarsi con il dolore che ha causato. In caso contrario, dovrà seguire percorsi psicologici alternativi per elaborare, nelle parole dei giudici, quella che viene definita la “riparazione della ferita emotiva”.

    Il ritorno in aula e la dichiarazione spontanea

    Il nuovo processo d’appello era diventato necessario dopo la decisione della Corte di Cassazione dello scorso novembre. Gli ermellini avevano confermato l’ergastolo per il fratello Marco Bianchi e le condanne rispettivamente a 23 e 21 anni per Francesco Belleggia e Mario Pincarelli. Per Gabriele, invece, avevano disposto un nuovo giudizio di secondo grado per stabilire se mantenere o revocare le attenuanti generiche riconosciute nell’appello bis, che avevano ridotto la pena a ventotto anni.

    L’udienza si è aperta con una dichiarazione spontanea del trentaduenne, che ha rivolto parole di scuse alla famiglia della vittima. «Chiedo scusa alla famiglia di Willy. Non sono più il ragazzo di prima», ha detto Bianchi davanti alla Corte. «Oggi sono padre di un bambino di sei anni che vedo crescere soltanto nella saletta dei colloqui. Chiedo di potermi confrontare con loro ed esprimere la mia vicinanza». Ha poi descritto quella notte con parole cariche di rimpianto: «Maledico quel giorno. Se potessi cancellerei quella sera. Per questo chiedo di incontrare la famiglia di Willy: per presentarmi come una persona diversa rispetto al mostro che mi si descrive».

    Ha parlato di un cambiamento radicale: lavoro come pizzaiolo all’interno del carcere, studio con voti alti, un figlio a cui vuole dedicare la laurea, il poco guadagnato inviato alla moglie. Un racconto di redenzione, o almeno così Bianchi ha voluto presentarlo.

    Il documento del Dap e la doppia verità

    A incrinare questa narrazione è però un documento trasmesso dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e acquisito dalla Corte. Nella nota, Gabriele Bianchi viene descritto come soggetto da «considerarsi pericoloso», con «fondato motivo di ritenere che sia in sodalizio criminale per sopraffazioni ai danni di altre persone». Parole che l’imputato ha respinto con forza: «Pur a fronte del mio buon comportamento ora mi ritrovo in cella multipla e ho perso la mia serenità. Siamo in sei persone. Nonostante le pressioni ricevute mi sono sempre comportato bene e mantengo buoni rapporti sia con gli altri detenuti sia con il personale penitenziario. Escludo di aver tenuto condotte aggressive».

    Il contrasto tra le parole dell’imputato e quelle del DAP ha pesato sulla requisitoria della pubblica accusa. Il procuratore generale Carlo La Speranza e il sostituto procuratore Francesco Brando si sono opposti all’accesso alla giustizia riparativa, ritenendola richiesta tardiva e non supportata da elementi sufficienti, e hanno chiesto la conferma dell’ergastolo. La Corte ha accolto la pena massima, ma ha deciso diversamente sulla giustizia riparativa, aprendo comunque la porta al percorso di confronto e responsabilizzazione.

    Willy, cinque anni dopo

    La vicenda di Willy Monteiro Duarte aveva sconvolto l’Italia intera nell’autunno del 2020: un ragazzo giovane, generoso, senza precedenti, ucciso per essersi interposto tra un amico e un gruppo di picchiatori. La brutalità del gesto, il profilo delle famiglie coinvolte e il clamore mediatico che ne seguì avevano trasformato il caso in un simbolo del dibattito pubblico su violenza giovanile, impunità e classi sociali. Oggi, a quasi cinque anni da quella notte, l’ultimo capitolo giudiziario si chiude con un ergastolo — ma lascia aperto uno spiraglio, quello della giustizia riparativa, che spetterà alla famiglia di Willy decidere se varcare.

    appello attenuanti generiche carcere Carlo La Speranza colleferro condanna Corte d'Assise d'Appello Roma Corte di Cassazione DAP detenuto Dipartimento Amministrazione Penitenziaria ergastolo famiglia Willy Francesco Belleggia Francesco Brando Gabriele Bianchi giustizia riparativa Marco Bianchi Mario Pincarelli omicidio 2020 omicidio Colleferro paliano percorso psicologico pestaggio processo procuratore generale riparazione secondo grado sentenza violenza giovanile Willy Monteiro Duarte
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

    Related Posts

    Ceccano, ritrovata la 12enne scomparsa: sospiro di sollievo per la città

    8 Giugno 2026

    A Roma Forze dell’Ordine in campo contro truffe, spaccio, furti e violenza

    8 Giugno 2026

    Sicurezza nel Frusinate: arresti, denunce e chiusure tra Ferentino, Roccasecca, Pontecorvo, Isola del Liri e Frosinone

    8 Giugno 2026

    anagnia.com è una testata giornalistica registrata al tribunale di Frosinone, autorizzazione n. 2394/17.
    direttore responsabile: dott. Ivan Quiselli.
    Tutti i diritti sono riservati: per ogni utilizzo dei media e dei contenuti presenti sulla piattaforma anagnia.com
    è richiesta esplicita documentazione scritta da parte della redazione.
    “Anagnia” è un marchio registrato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico,
    num. registrazione: 302017000014044 del 9 febbraio 2017.
    Per contatti: redazione@anagnia.com

    Facebook Instagram
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • Linea Editoriale
    • Codice etico di condotta
    © 2026 Anagnia.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci Consenso Cookie
    Utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Lo facciamo per migliorare l'esperienza di navigazione e per mostrare annunci personalizzati. Il consenso a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati quali il comportamento di navigazione o gli ID univoci su questo sito. Il mancato consenso o la revoca del consenso possono influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}