C’era chi si sfidava a rete, chi tirava bocce con la concentrazione di un veterano e chi semplicemente si sedeva ai bordi del campo a guardare, chiacchierare e godersi la serata. Per due settimane, Piazza Francesco Pais a Serrone ha smesso di essere solo una piazza e si è trasformata in qualcosa di più: un luogo vivo, attraversato da persone di ogni età richiamate dalla sabbia, dallo sport e da quella voglia di stare insieme che le estati di paese sanno ancora alimentare.

Si è conclusa così la prima edizione di Sand on Fire, l’iniziativa promossa dal Comune di Serrone e dall’Associazione Culturale Giovanile “Giovani per Sempre”, che ha allestito un campo di sabbia nel cuore del centro abitato per ospitare tornei amatoriali di beach volley, beach tennis e bocce. Un’idea semplice nell’impianto, ambiziosa nella visione: restituire alla piazza il suo ruolo originario di punto di incontro per l’intera comunità, dalla mattina fino a sera inoltrata.
Il bilancio, alla chiusura, è decisamente positivo. L’Amministrazione comunale ha espresso piena soddisfazione per la risposta dei cittadini e dei visitatori. La consigliera Claudia Damizia ha sottolineato come l’evento abbia dimostrato la solidità del tessuto comunitario di Serrone, reso possibile dalla convergenza virtuosa tra istituzioni, associazioni, volontari, attività commerciali e residenti. Un’alleanza informale ma concreta, che ha trasformato un’idea in un appuntamento capace di coinvolgere un intero paese.
Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Felici, presidente dell’Associazione Giovani per Sempre, che ha individuato il vero successo della manifestazione non tanto nei risultati sportivi quanto nelle scene quotidiane di piazza: persone di generazioni diverse che si ritrovavano ogni sera, facevano amicizia, si fermavano a parlare e condividevano del tempo. Quella dimensione relazionale, difficile da programmare e impossibile da simulare, è diventata la cifra autentica di Sand on Fire.




A rendere possibile tutto ciò è stato il lavoro capillare dei volontari, e in particolare dei ragazzi dell’associazione promotrice, impegnati in ogni fase del progetto: dalla progettazione iniziale all’allestimento del campo, fino alla gestione operativa delle attività durante tutte le giornate. Un impegno riconosciuto pubblicamente, insieme al contributo della Croce Rossa, della Protezione Civile, della Polizia Locale, della Parrocchia e di Don Franco, dell’Associazione “Amici di Danilo”, degli sponsor e delle attività commerciali del territorio.
La manifestazione ha anche ricevuto il patrocinio dell’UNICEF, che ha conferito all’iniziativa una dimensione solidale oltre che sportiva. Nelle serate conclusive è stata promossa una raccolta fondi destinata all’acquisto di kit scolastici per bambini in difficoltà, a dimostrazione che uno spazio di gioco e aggregazione può diventare anche strumento concreto di inclusione. Sport come linguaggio universale, insomma, capace di parlare tanto ai partecipanti ai tornei quanto a chi, dall’altra parte del mondo, aspetta semplicemente un quaderno e una matita.

L’appuntamento con Sand on Fire è, nelle intenzioni degli organizzatori, destinato a ripetersi. Questa prima edizione ha posto le fondamenta di quello che potrebbe diventare un riferimento fisso nel calendario estivo di Serrone: un evento che non si misura soltanto con le presenze o i punteggi in tabellone, ma con la qualità del tempo condiviso e con la capacità di fare della piazza, ancora una volta, il cuore del paese.




