Erano le calde ore serali di ieri, lunedì 29 giugno, quando il Bistrot Cavour di Anagni si è trasformato, per qualche ora, nel centro propulsivo della politica cittadina di centrosinistra. Il Partito Democratico di Anagni ha convocato i giornalisti per una conferenza stampa che aveva, nelle intenzioni del segretario comunale Francesco Sordo, almeno tre obiettivi sul tavolo: presentare il nuovo gruppo di segreteria, spingere sull’acceleratore della costruzione dell’alleanza progressista e lanciare un appello pubblico, diretto e senza giri di parole, a LiberAnagni.
«Ci sono questioni che bollono in pentola, che vengono da lontano — ha esordito Sordo — ma che riguardano il futuro del Partito Democratico e della coalizione che sarà in grado di costruire, e quindi della città di Anagni.»
Il nuovo direttivo: competenze al servizio della città
Il primo atto della serata è stata la presentazione ufficiale del gruppo di segreteria, un nucleo di otto persone che, nelle parole del segretario, non si occuperà di settori rigidamente assegnati ma metterà le proprie competenze specifiche al servizio collettivo del partito e della comunità. «È un gruppo aperto — ha precisato Sordo — perché il Partito Democratico non ha barriere e andando avanti avremo sempre più bisogno di tutti.»
Accanto alle figure istituzionali del presidente Lorenzo Bondatti e del tesoriere Stefano Rosi, sono stati presentati Mauro Meazza, esperto di comunicazione; Giuseppe Fubelli, ex agente di Polizia Municipale con lunga esperienza su manutenzione, traffico e lavori pubblici; Simone Ambrosetti, ex presidente del Consiglio comunale e ingegnere, con competenze su ambiente e lavoro; Emanuela Tagliaboschi, con delega ai temi di disabilità, famiglia e pari opportunità; Matteo Meloni, referente per i giovani e le periferie; e Vittorio Save Sardaro, chiamato a lavorare sul dossier della Sanità locale.
Il conto alla rovescia verso le comunali
Con la squadra presentata, Sordo ha subito allargato il quadro. Il tempo stringe: le elezioni comunali di Anagni si avvicinano e il cantiere dell’alleanza non è ancora aperto. «Le amministrative non si preparano all’ultimo momento», ha detto il segretario, rivolgendo un ringraziamento alla dirigenza provinciale del PD — a partire dal segretario e dalla presidente — per la vicinanza dimostrata in una fase non facile per il partito a livello provinciale.
Sul fronte delle elezioni politiche nazionali del 2027, il segretario ha sollevato il tema della possibile riforma della legge elettorale: se venissero ripristinate le preferenze, ha argomentato, i nomi e le persone tornerebbero al centro della competizione anche a livello locale, con effetti significativi per un territorio che in passato ha espresso senatori, deputati e consiglieri regionali. Oggi, ha riconosciuto, nel campo del centrosinistra il riferimento parlamentare è essenzialmente la deputata Ilaria Fontana del Movimento 5 Stelle, con cui il partito mantiene un dialogo costante.
L’alleanza progressista: dal tavolo al patto
Il cuore politico della serata è stato però il progetto di trasformare il tavolo del centrosinistra — nato circa due anni fa — in un’alleanza stabile. «Non basta per vincere, numericamente non basta — ha ammesso Sordo con disarmante franchezza — ma non se ne può più fare a meno.» Il punto, ha spiegato, non è partire dalle persone né dai candidati, ma dai valori e dagli obiettivi condivisi: «Prima i temi, poi le persone.»
Due le priorità programmatiche indicate con chiarezza. La prima riguarda i beni comuni della città, impianti sportivi e spazi culturali in testa, che versano in uno stato di abbandono o sono stati ceduti a gestioni private a scapito della collettività. La seconda è la questione ambientale della Valle del Sacco e del SIN (Sito di Interesse Nazionale): «Questa vicenda deve essere prioritaria su qualsiasi piattaforma costruiremo — ha detto Sordo — e la destra la ha totalmente dimenticata.»
A prendere la parola è stato anche Vittorio Save Sardaro, decano della politica locale, che ha richiamato le origini ideali del Partito Democratico come forza nata per essere capace di governo: «Non ci interessano i nomi in sé — ha sintetizzato — ci interessa costruire un programma per dare un governo di sviluppo a questa città.»
L’appello a LiberAnagni: «Sediamoci allo stesso tavolo»
Il passaggio più atteso, e probabilmente più dirompente, della serata è stato l’appello esplicito a LiberAnagni, il movimento civico che si colloca nell’area progressista della città. Sordo ha detto chiaramente di averlo già ripetuto in passato, anche in sede di direttivo, ma di volerlo ribadire pubblicamente: «Non c’è personalismo che tenga. Solo i temi possono metterci insieme. C’è tanta passione per Anagni e tanta voglia di alternativa alla destra: proviamo a metterla insieme.»
L’invito non ha avuto un canale diretto — LiberAnagni non era presente alla serata — e lo stesso Sordo ha chiarito che si tratta, almeno per ora, di un appello attraverso la stampa: «Cercheremo poi di mettere in campo quello che deve essere messo in campo.» La strada, insiste il segretario, va costruita per gradi: prima i valori condivisi, poi il programma, poi la scelta del candidato sindaco. Una candidatura che potrà venire dal PD, dai partiti alleati o dalla società civile, senza preclusioni di sorta.
«Bisogna scendere dal piedistallo — ha concluso — perché sennò non riusciamo. Questo è l’ultimo appello poiché non è più una questione di tattica o di posizionamenti: è una questione di tempo.»




