di Gabriele Paris
Negli ultimi giorni sono stati segnalati a Torre Cajetani nuovi tentativi di truffa telefonica ai danni delle persone anziane. Il meccanismo è quello purtroppo già noto in molte altre zone d’Italia, ma non per questo meno pericoloso: qualcuno telefona a casa fingendosi un carabiniere o un appartenente alle Forze dell’Ordine, con la scusa di dover svolgere delle indagini, e chiede di poter passare direttamente a casa della persona contattata.

È fondamentale che tutta la comunità, e in particolare i familiari delle persone più anziane, sia informata su come riconoscere questo tipo di raggiro e su come comportarsi in caso di chiamata sospetta.
Come funziona la truffa
Il finto carabiniere si presenta al telefono con tono autorevole e rassicurante, spesso citando dettagli plausibili (un incidente stradale che avrebbe coinvolto un familiare, un’indagine in corso, un pacco da consegnare o ritirare) per creare urgenza e confusione. Lo scopo è convincere la vittima a farsi trovare in casa, ad aprire la porta a un complice che si presenta come “collega” incaricato del sopralluogo, oppure a fornire informazioni su contanti, gioielli o oggetti di valore custoditi in casa.
I truffatori fanno leva soprattutto sulla solitudine e sulla fiducia che le persone anziane ripongono, giustamente, nelle forze dell’ordine. Per questo è un tipo di raggiro particolarmente odioso e diffuso.
Come riconoscere una chiamata sospetta
Alcuni segnali a cui prestare attenzione: chi chiama ha fretta, mette pressione, non lascia il tempo di pensare o di consultarsi con qualcuno; viene chiesto di non parlarne con altri familiari o vicini, “per non intralciare le indagini“: si chiede di restare in casa in attesa di qualcuno, oppure di preparare denaro o oggetti di valore; viene chiesto di comunicare informazioni personali, bancarie o sulla presenza di beni in casa.
I veri Carabinieri e le Forze dell’Ordine non chiedono mai per telefono di consegnare denaro o oggetti di valore, né chiedono di tenere riservata una loro presunta visita.
Cosa fare in caso di dubbio
Se si riceve una chiamata di questo tipo, il consiglio è semplice e va seguito sempre, senza esitazione: chiamare subito il 112. Il 112 è il numero unico per le emergenze, attivo ventiquattr’ore su ventiquattro, ed è il canale corretto per verificare se la chiamata ricevuta sia autentica o per segnalare un tentativo di truffa in corso. Non bisogna avere timore di “disturbare“: è proprio a questo che serve il numero di emergenza.
È utile anche non riattaccare e richiamare subito un altro numero trovato online o dettato al telefono dallo stesso interlocutore, perché potrebbe essere un numero complice. Meglio usare un telefono diverso, se disponibile, per contattare il 112 mentre la prima linea resta ancora impegnata, oppure attendere qualche minuto prima di richiamare.
Un invito a diffondere l’informazione
Chiediamo a tutti, in particolare a chi ha genitori o nonni che vivono soli, di parlarne apertamente in famiglia: spesso è proprio il fatto di averne già sentito parlare a fare la differenza nel riconoscere il tentativo di truffa sul momento. Condividere questo articolo, parlarne al bar, in piazza, con i vicini di casa, è già un modo concreto per proteggere le persone più fragili.
La miglior difesa contro chi vuole approfittarsi della buona fede altrui è l’informazione condivisa: più se ne parla, meno terreno hanno questi raggiri.




