Una rete di approvvigionamento e smistamento della cocaina che collegava l’area metropolitana di Napoli al sud pontino è stata smantellata questa mattina dai Carabinieri della Compagnia di Formia e della Tenenza di Gaeta, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, su richiesta della Procura della Repubblica di Cassino.
Il provvedimento, notificato all’alba, è il punto d’arrivo di un’indagine avviata nel corso del 2023 e condotta dalla Tenenza Carabinieri di Gaeta, con il supporto determinante della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Formia, sotto il costante coordinamento della magistratura cassinate. Un lavoro investigativo lungo e paziente, fatto di appostamenti, pedinamenti e ore di ascolto, che ha permesso di ricostruire pazientemente i fili di un’organizzazione tutt’altro che improvvisata.
Le indagini hanno acceso i riflettori su un sistema collaudato: alcuni indagati, con il ruolo di vere e proprie staffette, si occupavano di prelevare la sostanza stupefacente dai canali di approvvigionamento individuati nel territorio napoletano per poi trasportarla fino a Gaeta, dove buona parte del gruppo risultava stabilmente domiciliata e da dove partiva la successiva distribuzione verso il comune e i centri limitrofi. Una filiera che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, puntava proprio sulla frammentazione dei ruoli e su modalità operative studiate per rendere più complicato il lavoro delle Forze di polizia.
A fare la differenza, nell’economia dell’inchiesta, è stato il ricorso ai più moderni strumenti di ricerca della prova: un articolato sistema di intercettazioni, affiancato da servizi di osservazione, controllo e pedinamento e da riprese video, ha consentito ai militari di documentare in maniera continuativa le condotte contestate, i canali di rifornimento e i rapporti intercorsi tra i vari soggetti coinvolti nel presunto traffico.
L’attività investigativa, complessivamente, ha riguardato quindici persone, ma è nei confronti di sei di loro che il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto sussistenti i presupposti per l’applicazione di misure cautelari: A.T., classe 1967, e D.O., classe 1982, sottoposti all’obbligo di dimora, così come S.M., classe 1970; obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, invece, per G.T., classe 1991, G.T., classe 1990, e M.T., classe 1996. Per le restanti posizioni emerse nel corso del procedimento, l’autorità giudiziaria ha adottato determinazioni distinte, riportate nel provvedimento cautelare.
Nel corso della lunga fase delle indagini, del resto, i Carabinieri non erano rimasti a guardare: erano già stati eseguiti quattro arresti in flagranza di reato, con il sequestro complessivo di circa duecentocinquanta grammi di cocaina, poi sottoposta a sequestro penale. Riscontri sul campo che hanno rafforzato, passo dopo passo, il quadro emerso dalle attività tecniche.
Un risultato, quello ottenuto oggi, che porta la firma di un impegno investigativo protratto nel tempo e che, sottolineano dall’Arma dei Carabinieri, conferma la capacità dei reparti di coniugare le tecniche più avanzate di ricerca della prova con la presenza quotidiana sul territorio, in un’azione di prevenzione e repressione che punta a colpire alla radice le rotte dello spaccio tra la costa pontina e il napoletano.




