Un capannone di appena dieci metri quadrati, nascosto alla vista ma non ai controlli dell’Arma, si è rivelato il cuore di un’attività illecita ben più estesa di quanto lasciasse immaginare. È quanto scoperto dai Carabinieri della Stazione di Ausonia, nell’ambito dei controlli portati avanti dal Comando Provinciale di Frosinone per la tutela del territorio e il contrasto ai reati ambientali, che a Coreno Ausonio hanno smascherato una discarica abusiva collegata a un vero e proprio centro di smontaggio clandestino di veicoli.
L’operazione, conclusasi nella giornata di oggi dopo un’attività investigativa avviata nei giorni scorsi, è scaturita da un attento monitoraggio del territorio che ha spinto i militari a ispezionare un manufatto adibito a deposito materiali. Un controllo di routine che si è trasformato rapidamente in qualcosa di ben più corposo, portando alla luce una filiera di smaltimento e lavorazione completamente fuori da ogni regola.
Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare: un pensionato di 75 anni e i suoi due figli, di 49 e 46 anni, tutti residenti nel comune di Coreno Ausonio. Un’attività, quella contestata, portata avanti in concorso tra i tre componenti della famiglia, chiamati ora a rispondere di gestione non autorizzata e deposito incontrollato di rifiuti speciali, pericolosi e non, ai sensi del Testo Unico sull’Ambiente (D. Lgs. 152/2006).
Giunti sul posto, i militari si sono trovati davanti a uno scenario a dir poco desolante. All’interno del piccolo locale e nell’area esterna circostante era in corso una vera e propria attività di smontaggio e lavorazione di ciclomotori tipo “Ape Car”, condotta senza alcuna delle autorizzazioni previste e, cosa ancor più preoccupante, in totale assenza delle misure di sicurezza necessarie a scongiurare rischi per la salute e per l’ambiente circostante.
Il colpo d’occhio, secondo quanto ricostruito, era quello di un cimitero di lamiere: carcasse di Ape Car completamente cannibalizzate giacevano accanto a frizioni dismesse, pistoni fuori uso, marmitte ormai divorate dalla ruggine, cavi tranciati e pneumatici accatastati alla rinfusa. Non solo componenti meccanici, però: l’area era stata trasformata anche in un vero e proprio sversatoio abusivo per i materiali più disparati, tra cui un vecchio televisore a tubo catodico, un congelatore a pozzetto ormai corroso e diversi rifiuti solidi urbani, il tutto ammassato a cielo aperto senza alcuna distinzione tra le diverse tipologie di scarto.
Un quadro che ha imposto ai Carabinieri una risposta immediata: l’intera area, che si estende per circa 60 metri quadrati, è stata sottoposta a sequestro preventivo insieme al manufatto abusivo, con l’obiettivo di interrompere definitivamente l’attività criminosa ed evitare che la situazione potesse aggravarsi ulteriormente sul piano ambientale. La zona è stata quindi posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, che dovrà ora valutare le responsabilità dei tre denunciati.
Un episodio che conferma, ancora una volta, quanto il territorio della provincia di Frosinone resti costantemente monitorato dall’Arma dei Carabinieri, impegnata a contrastare fenomeni di abbandono e gestione illecita dei rifiuti che, se non intercettati per tempo, rischiano di trasformarsi in vere e proprie bombe ecologiche a cielo aperto.




