Un’indagine partita da Trento, ma con ramificazioni che arrivano fino al territorio della provincia di Frosinone e a Roma. È quanto emerge dall’operazione “Aquila Nera”, portata a termine nelle prime ore di questa mattina dai Carabinieri del Comando Provinciale di Trento, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di venti persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e al traffico internazionale di migranti.
A Ceccano, i Carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto un cittadino originario della Repubblica Dominicana, residente a Roma, indagato per spaccio e traffico di sostanze stupefacenti.
L’uomo, che si trovava già agli arresti domiciliari, è stato successivamente trasferito e condotto presso la Casa circondariale di Frosinone, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Trento su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, è stato eseguito contemporaneamente in nove province italiane: oltre a Trento, Bolzano, Vicenza, Verona, Rovigo, Varese e Ragusa, l’attività ha interessato anche Roma e la provincia di Frosinone, segno di una rete criminale ben più ampia di quanto il nome dell’inchiesta lasci immaginare. A dare esecuzione ai provvedimenti sono stati impiegati, complessivamente, 121 militari dell’Arma dei Carabinieri, con il supporto del 3° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Bolzano e del Nucleo Cinofili di Laives.
Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Trento sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia, sono partite nel giugno 2021 e si sono sviluppate fino al novembre 2024, avvalendosi di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Il punto di partenza era circoscritto: contrastare lo spaccio nella provincia trentina. Ma, passo dopo passo, gli investigatori sono riusciti a ricostruire un sistema molto più articolato, capace di interrompere veri e propri canali di importazione dal Sud America, con rotte che partivano da Paraguay e Perù e transitavano attraverso la Spagna prima di raggiungere il nord Italia.
Il lavoro dei militari ha permesso di disarticolare tre distinti sodalizi criminali, composti in prevalenza da cittadini stranieri, e di arrestare in flagranza sette persone, cinque in Italia e due tra Perù e Paraguay, per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti. Nel complesso sono stati sequestrati, tra Italia e Sud America, quantitativi molto rilevanti di materiale illecito, in parte destinato alla lavorazione sul territorio nazionale, ricostruendo oltre milletrecento episodi di cessione.
Un capitolo a sé merita la vicenda, definita dagli stessi investigatori del tutto peculiare, che ha coinvolto una figura di vertice di uno dei tre gruppi criminali. L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe continuato a dirigere l’organizzazione anche durante un periodo di detenzione, impartendo ordini ai propri sodali grazie a un cellulare introdotto clandestinamente all’interno del carcere.
Le indagini hanno inoltre fatto emergere un episodio particolarmente grave, contestato come sequestro di persona a scopo di estorsione: nel marzo 2023, tra Verona e Trento, due indagati avrebbero privato della libertà un uomo che aveva accumulato debiti legati al traffico di droga.
Parallelamente al filone sugli stupefacenti, gli investigatori hanno ricostruito un secondo business illecito riconducibile agli stessi sodalizi: il trasferimento clandestino di migranti attraverso la cosiddetta rotta balcanica. A conferma di questo secondo filone, nel dicembre 2022 due degli indagati sono stati arrestati in flagranza in Slovacchia mentre trasportavano quindici cittadini siriani, ciascuno dei quali avrebbe versato settecento euro per l’ultimo tratto del viaggio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli autocarri utilizzati per il trasporto venivano noleggiati in provincia di Trento con pagamenti non tracciabili, per poi percorrere l’itinerario che, passando da Ungheria e Austria, portava i migranti dalla Slovacchia fino al territorio italiano.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite in fase esecutiva sono stati sequestrati ulteriori quantitativi di sostanze stupefacenti. Resta doveroso ricordare che, in base al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, tutti gli indagati devono considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.




