Ventiquattro, forse trentasei ore. È il tempo che è bastato per tracciare una fotografia nitida di come le Forze dell’Ordine presidiano la provincia di Frosinone. Dalle strade ancora buie della Casilina alle abitazioni dei piccoli centri, dai negozi della località termale ai portali di annunci online, Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri hanno lavorato su più fronti, con interventi diversi tra loro ma uniti da un obiettivo comune: la sicurezza dei cittadini.
Il fatto più rilevante arriva da Boville Ernica, dove è stata condotta un’operazione congiunta contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. Nella giornata di ieri gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone e i militari del N.O.R.M. – Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Alatri hanno agito insieme, con l’ausilio delle Unità Cinofile Antidroga della Polizia di Stato di Nettuno. Il blitz è scattato nell’abitazione di un ventenne residente in paese, al termine di una specifica attività investigativa. A fare la differenza è stato il fiuto di due ausiliari a quattro zampe, i cani antidroga Konè e Odina, che hanno contribuito a individuare le sostanze. Addosso al giovane gli operanti hanno trovato circa 20 grammi di cocaina e 7 grammi di crack, oltre a 400 euro in banconote di vario taglio. Gli accertamenti sono poi proseguiti in un’altra abitazione, situata in un comune diverso, dove il ventenne era solito dimorare: qui sono stati sequestrati altri 11 grammi circa di cannabinoidi, insieme a un bilancino di precisione e a un coltello a serramanico, entrambi intrisi di sostanza stupefacente. Concluse le formalità di rito, il giovane è stato arrestato e trasferito nella Casa Circondariale di Frosinone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Restando sul tema della prevenzione, un altro episodio racconta quanto conti il controllo capillare del territorio anche nelle ore più improbabili. Era circa l’una e quaranta di notte, anzi le 4:40 del mattino del 27 ottobre, quando i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Anagni, impegnati nei potenziati servizi di controllo, hanno fermato un’auto lungo la via Casilina, a Ferentino, all’altezza del chilometro 70. Quello che doveva essere un normale posto di controllo si è trasformato in qualcosa di più: insospettiti, i Carabinieri hanno deciso di approfondire e hanno eseguito una perquisizione personale sul conducente, un giovane automobilista. Addosso aveva un grosso coltello a punta acuta, lungo 37 centimetri complessivi, dei quali 24 di sola lama. L’arma è stata sequestrata e il giovane denunciato a piede libero per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere, in base all’articolo 4 della Legge 110 del 1975. L’Autorità Giudiziaria è stata informata dal reparto operante.
C’è poi il capitolo dell’esecuzione delle pene, meno appariscente ma altrettanto importante per la tenuta del sistema. A Esperia i Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito un provvedimento di detenzione domiciliare nei confronti di un anziano del posto, già noto alle Forze dell’Ordine. La misura alternativa al carcere era stata emessa il 27 ottobre 2026 dal Tribunale di Sorveglianza di Roma e deriva da una condanna definitiva per violazione degli obblighi di assistenza familiare, reato commesso nel 2015. I giudici hanno tenuto conto dell’età avanzata dell’uomo, della disponibilità di un domicilio idoneo e della modesta quota di pena da espiare, pari a sei mesi di reclusione. Le regole, però, sono rigide: obbligo di restare in casa, con uscite consentite soltanto tra le 9 e le 11 e tra le 16 e le 18 per comprovate esigenze di vita, divieto di abusare di alcol e divieto di incontrare, contattare e ricevere persone pregiudicate o tossicodipendenti. A vigilare sul rispetto delle prescrizioni saranno i militari della Stazione di Esperia.
Non sempre, tuttavia, le regole vengono rispettate, e lo dimostra il caso di Ceccano. I Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un uomo, già noto alle forze di polizia, in esecuzione di un decreto di sospensione della detenzione domiciliare con contestuale carcerazione, emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Frosinone. Il provvedimento nasce dalle reiterate violazioni delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria, documentate dagli stessi militari. Rintracciato l’uomo, i Carabinieri gli hanno notificato la sostituzione della misura domiciliare con la custodia in carcere: dopo le formalità di rito è stato condotto nella Casa Circondariale di Frosinone, dove continuerà a espiare la pena.
Spostandosi nella località termale, a Fiuggi la Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà due cittadini di nazionalità romena, entrambi residenti a Roma, ritenuti responsabili di truffa e di introduzione nello Stato e spendita di monete falsificate. I fatti risalgono alla giornata di ieri. Secondo la ricostruzione degli agenti, la coppia è entrata in un negozio del centro per fare un acquisto e, al momento di pagare, ha consegnato al commerciante una banconota falsa, riuscendo a ottenere un resto in contanti di 40 euro. Un colpo che sembrava riuscito, se non fosse che il titolare, subito dopo l’allontanamento dei due, si è accorto che qualcosa non andava e ha lanciato l’allarme. Il tempestivo intervento dei poliziotti e le rapide indagini hanno permesso di intercettare e identificare i due presunti autori della truffa.
Sul fronte dell’immigrazione irregolare e della pericolosità sociale, la Polizia di Stato ha eseguito, su disposizione del Questore della Provincia di Frosinone, un ordine di trattenimento presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Potenza nei confronti di un trentaseienne nato in Nigeria. Il provvedimento è scattato dopo che l’uomo, al momento della scarcerazione, ha formalizzato un’istanza, reiterata, di protezione internazionale. Considerati i numerosi precedenti penali a suo carico, tra cui tentato omicidio, rapina, sequestro di persona, rissa aggravata, traffico di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, furto ed evasione, il Questore ha disposto il trattenimento, ritenendo l’uomo socialmente pericoloso, in attesa che la Commissione Territoriale competente si pronunci sulla legittimità della richiesta.
Chiude il quadro un reato che corre sul web e che ogni estate, e non solo, colpisce decine di persone: la cosiddetta truffa delle case vacanza fantasma. Gli agenti del Commissariato di Polizia di Sora hanno denunciato per truffa un uomo ritenuto presumibilmente coinvolto in questo sistema, dopo la denuncia presentata dalla vittima. La donna, navigando in rete, aveva trovato un annuncio che sembrava un vero affare e, dopo i primi contatti su WhatsApp, aveva versato un acconto di 400 euro per bloccare la struttura. Da quel momento il presunto proprietario è sparito nel nulla, diventando irreperibile. Alla luce di quanto emerso, per l’uomo, recidivo nel modus operandi, è scattata la denuncia. La Polizia di Stato invita a tenere alta l’attenzione, a diffidare delle proposte troppo vantaggiose, che potrebbero nascondere raggiri, e a non spostare mai la conversazione fuori dai canali ufficiali del sito di annunci.
Sette episodi, sette scenari diversi, un’unica trama: quella di un presidio costante che passa dalle operazioni congiunte alle verifiche notturne, dalle indagini sulle truffe alle misure di esecuzione penale. Un lavoro quotidiano che raramente fa rumore, ma che contribuisce a rendere più sicuri i centri della provincia di Frosinone.




