Nelle ultime ore, tra Roma e la sua provincia, le Forze dell’Ordine hanno messo in fila una serie di interventi che raccontano un territorio presidiato in modo capillare, dalle periferie al litorale, dai Castelli ai tunnel della metropolitana.
Si parte da Cerveteri, dove i Carabinieri della Stazione hanno arrestato un trentacinquenne del posto, disoccupato e già noto alle Forze dell’Ordine. L’uomo era destinatario di un’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Civitavecchia lo scorso 23 ottobre, dopo le condotte di maltrattamenti contro familiari ai danni dell’anziana madre con cui conviveva. Gli era stato imposto di allontanarsi dalla casa familiare, di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna e di non dimorare nel territorio comunale. Durante un servizio perlustrativo nelle prime ore del mattino, però, i militari lo hanno trovato proprio dentro l’abitazione della madre. Nella stanza da letto sono spuntate modiche quantità di hashish, per cui è stato segnalato alla Prefettura di Roma come consumatore, e, nascosta sotto il letto, la cassetta di sicurezza di un distributore automatico di bevande. Grazie all’analisi delle telecamere pubbliche e private, i Carabinieri hanno stabilito che era stata portata via il 23 ottobre da un’attività commerciale di via Settevene Palo e l’hanno restituita al proprietario. Gli accertamenti hanno poi fatto emergere gravi indizi anche su un tentato furto di un portamonete in un’altra ditta della stessa strada. L’uomo è stato arrestato per la violazione della misura e denunciato a piede libero per furto aggravato e tentato furto aggravato.
Nella Capitale, intanto, la Compagnia Carabinieri Roma Parioli ha condotto servizi straordinari nell’area compresa tra la stazione Tiburtina e il quartiere Nomentano, pensati per contrastare le bande giovanili e il disagio urbano. Insieme ai militari c’erano il N.A.S. di Roma, il Gruppo Forestale di Roma, l’8° Reggimento Carabinieri “Lazio” e il 14° Battaglione Carabinieri “Calabria”. Il bilancio parla di 5 arresti, 5 denunce, 8 segnalazioni di assuntori di sostanze stupefacenti e 5 attività commerciali sanzionate, con 140 persone identificate e 76 veicoli controllati.

Gli episodi più rilevanti hanno riguardato la Stazione Roma Nomentana. Un uomo e una donna fermati a bordo della loro auto sono stati trovati con 75 grammi di cocaina, nascosti nel reggiseno della donna, e 1.800 euro in contanti ritenuti provento di attività illecita. In un secondo intervento un’altra coppia è stata fermata con dosi di cocaina e hashish, e la perquisizione in casa ha fatto trovare altri 20 grammi di hashish e un bilancino di precisione. Per entrambe le coppie sono scattati gli arresti domiciliari. Una donna senza fissa dimora è stata invece rintracciata in esecuzione di un ordine di carcerazione della Procura della Repubblica di Lucca, per un furto aggravato, con quattro anni di reclusione ancora da scontare.
Cinque le persone denunciate a piede libero, a vario titolo, per inosservanza di un ordine di espulsione, ricettazione di una bicicletta elettrica e di un’autovettura rubate, entrambe recuperate e restituite, e furto di un telefono cellulare. I controlli hanno toccato anche le attività commerciali: due minimarket di via Teodorico sono stati sanzionati per violazioni della normativa HACCP, con multe per 10.000 euro complessivi, mentre in un impianto di autodemolizioni di via della Foce dell’Aniene, ispezionato con l’ARPA Lazio, sono stati trovati numerosi pezzi di auto e carcasse, e scatteranno sanzioni sulla gestione dei rifiuti speciali.
Restando a Roma, a Quarticciolo i Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste hanno eseguito la sospensione per 15 giorni dell’attività di un bar di piazza del Quarticciolo. Il provvedimento, emesso dall’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza di Roma ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S., nasce da una richiesta della Compagnia Carabinieri Roma Casilina, che aveva documentato nel locale diversi arresti in flagranza per reati legati agli stupefacenti e la presenza abituale di persone con precedenti penali. Il 28 ottobre i militari avevano arrestato il figlio del titolare, dopo aver accertato due cessioni di droga all’interno del bar e trovato, dietro il bancone, 25 involucri con 16 grammi di cocaina nascosti in una stampante. Il locale si trova a ridosso di una nota piazza di spaccio, dove la Compagnia Casilina ha già eseguito decine di arresti.

Spostandosi nei Castelli Romani, a Velletri i Carabinieri hanno arrestato in flagranza un cittadino albanese di 50 anni, già noto e già ai domiciliari. Il 3 novembre, durante uno dei controlli di routine sulle persone sottoposte a misure restrittive, hanno perquisito la casa e trovato 55 grammi tra cocaina e crack, un bilancino e il materiale per confezionare le dosi. L’uomo è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa della convalida con rito direttissimo.
Sul litorale romano proseguono gli accertamenti sulle truffe dei falsi ordini ai danni di imprese. Ad Ardea i Carabinieri della Stazione di Marina di Tor San Lorenzo, con la Tenenza di Ardea e la Stazione di Pomezia, hanno denunciato quattro uomini di 58, 57, 65 e 39 anni per tentata truffa in concorso. Tutto parte dalla denuncia di una imprenditrice, che il 4 ottobre aveva consegnato a Tor San Lorenzo dieci condizionatori ordinati a nome di una ditta di Guidonia Montecelio, mai informata dell’acquisto, senza vedere un euro. Quando è arrivata una nuova ordinazione, sette caldaie a nome di una ditta di Pomezia, la donna ha avvertito i Carabinieri. I militari hanno organizzato un servizio di osservazione nel luogo della consegna e hanno sorpreso tre dei quattro mentre scaricavano i colli. Le caldaie sono state restituite e nel deposito sono state sequestrate 841 paia di scarpe antinfortunistiche, sulla cui provenienza sono in corso verifiche. Il quarto complice è stato identificato e denunciato in seguito.
Il capitolo finale si svolge sotto terra, con il Nucleo PolMetro della Polizia di Stato, che in poche ore ha chiuso tre interventi con quattro arresti. Alla fermata Colli Albani ad attirare l’attenzione degli agenti è stato un trentottenne di origine romena, che passava da uno sportello bancomat all’altro con carte sempre diverse, con auricolari wireless e foglietti pieni di codici e dati personali. Le carte erano intestate ad altri. Addosso aveva oltre 900 euro in contanti, due carte di credito e scontrini di ricariche prepagate fatte con carte rubate. Sulla linea A, alla fermata Spagna, due giovani hanno tentato di sfilare un portafoglio dalla borsa di un passeggero, usando la folla come schermo. A Rebibbia, infine, un cinquantaseienne nigeriano, vedendo le pattuglie, ha cercato di sbarazzarsi di dosi di cocaina e crack per scappare, ma è stato arrestato. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Messi uno accanto all’altro, questi episodi mostrano come il controllo del territorio passi da un lavoro paziente fatto di verifiche, osservazioni, telecamere e incroci di dati, e non solo dai grandi blitz. Un controllo di routine a casa di un detenuto ai domiciliari, una denuncia presentata in tempo da una commerciante, l’attenzione a un gesto fuori posto in banchina: spesso sono questi i dettagli che permettono di recuperare la refurtiva, tutelare le persone fragili e togliere spazio a chi vive di illegalità.




