Era agosto 2025 quando anagnia.com aveva raccontato per la prima volta la situazione di Via Vico, la strada che ad Anagni conduce verso l’agriturismo Vico Moricino: manto stradale dissestato, polvere soffocante d’estate, voragini d’inverno e segnalazioni ai competenti rimaste senza risposta. A distanza di quasi un anno, nulla è cambiato. I residenti si rifanno vivi, e il tono dei loro messaggi non è più solo di esasperazione: è di resa consapevole davanti a un’istituzione che, a quanto riferiscono, continua a non dare riscontri concreti.
«Da sei anni ci viene risposto che si stanno organizzando», scrive uno dei residenti della zona, sintetizzando con una frase sola il senso di abbandono che si respira lungo quella strada. Una battuta amara, se non fosse che dietro ci sono sei anni di solleciti, promesse vaghe e attesa. Il Comune di Anagni, interpellato più volte dai cittadini secondo quanto riferito, non avrebbe ancora avviato alcun intervento di asfaltatura.
La via è privata, questo è un elemento che i residenti stessi riconoscono. Ma il traffico che la percorre è tutt’altro che privato: nel fine settimana, l’agriturismo Vico Moricino attira un flusso costante di visitatori, e la strada diventa un passaggio obbligato per decine di veicoli. È proprio il traffico il principale responsabile dell’accumulo di polvere nera del fresato — il materiale utilizzato come fondo stradale in assenza di asfalto — che si solleva ad ogni passaggio anche a velocità ridottissime, come i 15 chilometri orari a cui i residenti riferiscono di procedere.
I numeri che emergono dalla denuncia hanno quasi del paradossale: «Una volta ogni dieci giorni raccolgo una quantità di polvere pari quasi a un bicchiere di plastica sulla mia pavimentazione esterna — scrive il residente —. Parliamo di 30 metri quadri». Non si riesce a stendere i panni, non si possono lasciare le finestre aperte, persino una sedia lasciata all’esterno si ritrova il giorno dopo ricoperta di tre millimetri di polvere. Una quotidianità logorante, che trasforma il semplice desiderio di stare all’aria aperta in un problema.
E poi ci sono le buche. Se d’estate il nemico principale è la polvere, con l’arrivo delle piogge autunnali e invernali Via Vico si trasforma in una trappola: l’acqua scava il terreno, crea fossati e avvallamenti che restano impressi nel fondo stradale anche a lungo dopo che le precipitazioni sono cessate. «La buca meno profonda misurerà 20 centimetri», riferisce il residente, con una precisione che suona più come una rassegnazione che come una denuncia.
Eppure, a quanto pare, basterebbe poco. «Non credo che il Comune vada in fallimento se asfalta una strada di un chilometro», osserva il cittadino con una punta di sarcasmo. Una considerazione elementare, che fotografa la distanza percepita tra chi abita quei luoghi e chi dovrebbe amministrarli. I residenti non chiedono privilegi: chiedono che le strade pubbliche vengano sistemate prima, e che poi — se possibile — si metta mano anche alla loro. Un approccio più che ragionevole, rimasto tuttavia senza risposta.
anagnia.com torna su questa vicenda perché la funzione di un giornale di territorio è anche questa: dare voce a chi non viene ascoltato, e tenere viva l’attenzione su situazioni che rischiano di scivolare nell’oblio dell’abitudine. La redazione ha contattato il Comune di Anagni per avere un aggiornamento sulla vicenda. Seguiranno eventuali riscontri.




