C’è un momento in cui una comunità si riconosce davvero tale: quando prega insieme, cammina insieme e costruisce insieme. Sabato 30 maggio, la parrocchia di Sant’Agata a Ferentino ha vissuto uno di questi momenti rari, destinati a restare nella memoria collettiva più a lungo di qualsiasi cronaca.
Una giornata che ha intrecciato tre fili distinti — la solennità liturgica, la tradizione popolare e il rinnovamento materiale — cucendoli insieme in un pomeriggio di fine maggio che già portava nell’aria il profumo della stagione nuova.

Tutto ha preso il via alle 18:30 con la recita del Santo Rosario, animato dal coro parrocchiale, preludio alla Santa Messa solenne delle 19:00, presieduta dal Superiore Provinciale dell’Opera Don Guanella, don Alessandro Allegra. Al suo fianco hanno concelebrato il parroco don Juan Manuel Candia Ortiz e il Consigliere ed economo provinciale don Salvatore Apreda. In prima fila, i ministranti, i catechisti e i bambini del catechismo — molti dei quali avevano ricevuto nelle domeniche precedenti il sacramento della Prima Comunione — a formare quella prima fascia silenziosa e commossa che è il cuore pulsante di ogni parrocchia viva.
Non sono mancate le istituzioni civili: il Sindaco di Ferentino, l’avvocato Piergianni Fiorletta, ha preso parte alla celebrazione insieme ad alcuni consiglieri comunali, a testimoniare un legame tra comunità ecclesiale e comunità civile che in certi territori rimane autentico e non puramente protocollare.
Al termine della Messa, la comunità si è raccolta attorno a una tradizione che affonda le radici nei primi anni Novanta: la processione con la statua della Madonna Regina degli Apostoli, che da oltre trent’anni si ripete a conclusione del mese mariano, percorrendo le strade del quartiere con quella lentezza devota che appartiene ai riti capaci di durare. Il corteo, a cui ha preso parte anche il gruppo della Pia Unione dell’Immacolata, animato dai canti del coro “Cantiamo al Signore con gioia”, si è concluso nell’oratorio parrocchiale, dove attendeva il momento più atteso della giornata.
Qui, don Alessandro Allegra ha impartito la benedizione e si è proceduto al taglio del nastro: due campetti sportivi polivalenti — attrezzati per pallavolo, tennis e basket — restituiti ai ragazzi dopo un radicale intervento di ristrutturazione. Uno spazio che torna a essere quello che un oratorio dovrebbe sempre essere: un luogo sicuro dove crescere, incontrarsi e fare comunità attraverso il gioco e lo sport.
A rendere ancora più intensa la chiusura della giornata, il suono delle campane: la torre campanaria, rimasta muta per alcuni mesi a causa di lavori di manutenzione straordinaria, ha finalmente restituito alla parrocchia la sua voce. Quel concerto di campane che riprende a suonare è, per una comunità, qualcosa di più di un segnale acustico — è un simbolo di ripresa, di normalità ritrovata, di vita che continua.
Il rinnovamento delle strutture è stato reso possibile da una sinergia tra impegno privato e supporto pubblico. Un ruolo decisivo lo ha avuto la Regione Lazio, che ha concesso il finanziamento utilizzato per la realizzazione di parte della recinzione: un contributo intercettato grazie all’impegno di Marco Infussi, che ha seguito l’iter burocratico permettendo alla parrocchia di presentare e ottenere i fondi.
I lavori sono stati diretti da Enzo Scarchilli (Casalplastik). Al progetto hanno contribuito in modo determinante Vittorio Ficchi, Rosettano Navarra, la Famiglia Cialone, la P.R.I.S.MA. S.r.l., la TOTI S.r.l., la ECO.ENNE S.r.l., Alessandra Infussi e la LIBERATORI S.p.A., insieme a tutti coloro che hanno offerto, in varie forme, il proprio contributo alla realizzazione dell’opera.
Con i campetti inaugurati, le campane di nuovo in coro e la lode alla Santissima Trinità ancora nell’aria, la parrocchia di Sant’Agata chiude un anno pastorale intenso e apre una stagione nuova. Per i ragazzi dell’oratorio, per le famiglie, per una comunità che ha scelto di investire nel futuro — e lo ha fatto insieme.




